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ROMA – Si è sbriciolata ieri mattina la casa dei gladiatori a Pompei, uno dei siti archeologici più importanti del mondo.

A causare il grave danno infiltrazioni d’acqua e interventi di manutenzione non effettuati: ” un crollo annunciato – dichiara il sindaco di Pompei Claudio D’Alessio- attendevamo da tempo il restauro”. E mentre il Ministro Bondi parla  di “riduzione delle risorse economiche  che si fa sentire “e invoca l’intervento di Fondazioni per la gestione del sito archeologico, il Presidente Napolitano chiede che sia fatta chiarezza sul ‘vergognoso’ accaduto.
Un crollo, non c’è che dire, che in un momento tanto caldo per la cultura italiana diventa emblematico di una situazione che da più voci viene definita ” a pezzi”.  È prevista infatti per il prossimo 12 novembre l’iniziativa “Porte chiuse, luci accese sulla cultura”, una grande mobilitazione a cui hanno aderito musei, siti archeologici e luoghi di spettacolo  in molte città del  territorio nazionale. Promossa da Federculture e dell’Associazione nazionale dei Comuni italiani, la giornata prevede la serrata dei musei  e  l’astensione dal lavoro “per difendere un settore in crisi di sopravvivenza”.

Il black out culturale è un evento senza precedenti e arriva come risposta alla “manovra anticrisi” attuata dal governo che, in un contesto già fortemente sofferente, con la legge 122/2010 annuncia un taglio delle spese per  mostre, pubblicità  e  sponsorizzazioni fino a un 20% rispetto al 2009. “Quello che vogliamo affermare con la protesta del 12 – spiega il Presidente di Federculture Roberto Grossi- è il diritto alla cultura che con questa legge viene messo in serio pericolo. Ciò che sta accadendo è molto grave ed è per questo che siamo arrivati ad una protesta di tale portata”.

Appoggio alla contestazione viene anche dall’Assessore alla cultura di Roma Umberto Croppi testimone, solo qualche giorno fa, dell’occupazione del red carpet all’inaugurazione della Festa del Cinema da parte di migliaia di lavoratori del mondo dello spettacolo uniti contro i tagli al FUS (fondo unico per lo spettacolo) e il mancato rinnovo degli incentivi fiscali. “ Chi ha creato queste nuove norme- afferma Croppi – non conosce l’istituzione della cultura, evidentemente non la frequenta. Sono norme assurde che invece di favorire le finanze dello Stato lo danneggiano”.
La catena delle adesioni alla manifestazione del 12 è partita e le iniziative variano da città in città; così mentre a Roma la chiusura dei musei è già stata confermata -fatta eccezione per il MAXXI che sarà il luogo di incontro per un dibattito  sulla protesta-  a Milano l’Assessore alla cultura Finazzer Flory  annuncia “musei aperti ma gratis”.

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