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MILANO – Oramai l’Inter viaggia al ritmo di due infortunati a partita. Samuel ha subito un’imperestensione del ginocchio ed è uscito nel secondo tempo. Poco prima aveva abbandonato Maicon per un risentimento muscolare. Come se non bastasse, nell’intervallo Sneijder sviene, riprendendosi subito ma il suo sospetto malore convince il coach a sostituirlo con Obi (non male la sua partita). Lo stop del forte difensore argentino potrebbe essere anche lungo.

Un’infermeria che rischia di diventare un policlinico caratterizza l’attuale fase dei campioni d’Italia e d’Europa nell’era di Benitez. Un allenatore i cui meriti nessuno può negare ma che è stato costretto a gestire un gruppo che non è stato creato e amalgamato da lui ma dal suo predecessore, il sommo Mourinho. E così, anche la partita con le rondinelle finisce in delusione: 1-1 grazie al solito Eto’o, che oramai dovrebbe essere immortalato nelle pale d’altare, come una Madonna con bambino. È lui che, con una delle sue azioni devastanti, procura un rigore, peraltro dubbio, alla squadra. È lui che lo batte, mandando portiere e palla in due direzioni opposte.

Il Brescia ha costruito un paio di azioni d’attacco, in una delle quali ha segnato con il bravissimo Caracciolo. Da segnalare le difficoltà che attualmente i nerazzurri hanno in difesa quando devono opporsi ad azioni veloci e ficcanti degli avversari, ciò che non succedeva con Mourinho. Il gol dei bresciani nasce proprio così: lancio lungo, di quelli che usavano una volta, a scavalcare il centrocampo. Caracciolo difende la palla, sfrutta un rimpallo fortunato e insacca monetizzando un contenimento non eccezionale di Samuel. Se pensiamo ai gol subiti con il Tottenham, siamo nei pressi. Certo, nonostante il dubbio del rigore al camerunense, il Brescia non meritava certo di vincere a S. Siro; quindi farebbero bene allenatore e dirigenti a non lamentarsene troppo. La partita l’ha fatta l’Inter, ha macinato azioni su azioni; in alcuni frangenti della partita si è giocato a passaggi e tiri in porta (del Brescia). Quindi pareggio giusto, a prescindere dal rigore. Ma l’impressione generale è che, al di là delle assenze, l’Inter proprio non riesca a girare quest’anno. Milito è inguardabile (fra l’altro si mangia il gol della vittoria a trenta secondi dalla fine), Sneijder è l’ombra di se stesso, Maicon è un’ombra di non si sa chi. Il gioco non è fluido, arretra spesso, i reparti non sono collegati (soprattutto non funziona il centrocampo). Altra cosa che dà da pensare: la ripetuta imprecisione nel tiro dei nerazzurri: la maggior parte dei quali è spedita in tribuna. Inutile addossare a Benitez colpe che non ha. Aveva chiesto rinforzi e non li ha avuti. Così, è costretto a schierare sempre un ragazzino come Coutinho, bravo per carità, ma ancora inevitabilmente carente nella personalità e uno spaesato Babiany (ieri non schierato), che spesso gira per il campo chiedendo agli avversari dove sia la porta. Immagine non fulgida dell’attuale Inter.

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