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Notte del 7 Novembre. 6 partite giocate. Seconda settimana di regular season. Risultati a metà tra la sorpresa e la conferma.

Con i Celtics e i Lakers a fare la voce grossa, e gli Atlanta Hawks che dovevano difendere la loro imbattibilità stagionale. Nel frattempo primo successo di Houston che approfittando del calendario e dei Minnesota Timberwolves interrompe la serie di 5 sconfitte consecutive e prova a rilanciarsi nella Western Conference.

New York Knicks – Philadelphia 76ers  106-96
Ti aspetti conferme da questi NY buoni di inizio stagione, e aspetti vanamente. Dopo il bel successo esterno contro i Bulls, caduta fragorosa al Madison Square Garden contro dei SIxers rimaneggiati e battaglieri. Continua a non convincere a pieno Amar’è Stoudemire, nonostante i 21 punti e 15 rimbalzi.  15 per Gallinari e 17 per un positivo Douglas dalla panchina. 3 parziali su 4 però dicono Sixers e la voragine del quarto periodo chiude definitivamente il conto. Cinque uomini in doppia cifra per Philadelphia. Tra questi spiccano Brand (20 punti, 7 rimbalzi), Holiday (19 punti, 8 rimbalzi) e Lou Williams (19 punti ed un plus/minus di +12). La Grande Mela non ha momenti di pace.

Atlanta Hawks – Phoenix Suns 114-118
Gli Atlanta Hawks già con il pensiero ai Magic perdono in casa contro i Phoenix Suns, di Steve Nash. Falchi che nel secondo e terzo quarto sprofondano anche a -19, per poi rialzarsi a suon di triple grazie al trio Joe Johnson, Jamal Crawford (11 punti), Mike Bibby (12 punti). Rimonta vana, i Suns restano sempre aggrappati ad un vantaggio oscillante, e nei minuti finali con un guizzo dei titolari portano a casa la preziosissima vittoria esterna che riporta il record ad un incoraggiante 50%. Richardson & Nash sugli scudi. Il primo con 21 punti e 3/7 da tre, il secondo con 19 punti e 15 assist. Servono a poco, se non a niente le due prove monster di Joe Johnson (34 punti, 15/27 dal campo) e Al Horford (30 punti, 10 rimbalzi, 5 assist), i Suns mandano in doppia cifra 6 uomini, e l’impatto dalla panca di Dudley e Childress è oltremodo fondamentale.

Detroit Pistons – Golden State Warriors 102-97
Seconda vittoria stagionale per i Pistons. Merito soprattutto di come sono stati interpretati il primo e l’ultimo quarto,  e di quanto sia importante Hamilton nell’economia offensiva della squadra, infatti sono 27 i punti per l’uomo mascherato, capace di levare pressione dalle mani di Stuckey, anche lui assai positivo con 21 punti, 9 assist e 5 rimbalzi. Ellis-Curry combinano per 34 punti, 8 assist e 10 rimbalzi, ma è troppo poco per spuntarla in casa di questi Pistons rivitalizzati.

Houston Rockets – Minnesota Timberwolves 120-93
Era ora, dopo 5 sconfitte consecutive, primo successo tanto atteso per i ragazzi di Adelman. Partita senza storia già dal primo quarto, chiuso sul +12 per i padroni di casa.Alla ripresa siamo già sopra i 20, ed il garbage time fa la sua comparsa in quel di Houston. MVP Luis Scola con 24 punti e 8 rimbalzi. Ottima anche la prova di Martin (21 punti con 9/13 dal campo). Dall’altra parte un positivo Kevin Love firma una doppia doppia da 16 punti + 16 rimbalzi.

Oklahoma Thunder – Boston Celtics 83-92
I vecchi Celtics sanno come gestire certe partite, e quindi per i Thunder c’è stato poco da fare. +7 in un primo quarto combattuto, poi i Verdi prendono il largo toccando sulla sirena di fine primo tempo un sicuro +21. Per 30 minuti clinic offensivo difensivo da parte dei Celtics su come debba essere interpretata la pallacanestro moderna. Poi la luce si spegne… 34 di Durant, 16 di Westbrook fanno sperare nella rimonta. Speranze vane. La panchina dei Celtics ne mette oltre 30 (9 punti a testa per Erden e Robinson, solita prova concreta per Davis), Rondo scrive un’altra doppia doppia da 10 punti + 10 rimbalzi, un Ray Allen manzoniano ne aggiunge 19 con 5 rimbalzi, ed i Celtics scacciano indietro Oklahoma centrando il 5° successo consecutivo, in attesa dei rientri di Shaq, West e Perkins.

LA Lakers – Portland Blazers 121-96
Grandina allo Staples Center. Lakers sul velluto, e Portland mai in partita. Dopo 12 minuti siamo già 27-14 per i campioni in carica. Si rientra in campo, altro parziale, e il +21 è servito. Coach Zen fa girare la squadra alla perfezione. Bryant si gestisce. Gasol è in un momento di forma pazzesco, e la tripla doppia nella notte non fa che confermarlo (per lui 20 punti, 14 rimbalzi, 10 assist). La triple post offense permette ad ogni interprete di trovare la propria strada per dare il mattoncino che serve alla causa. Sistema di gioco che sembra invece impoverire i Blazers troppo incatenati ad un sistema di gioco, che in trasferta in particolar modo, non convince a pieno. 7 in doppia cifra per i Lakers. Shannon Brown in grande crescita, 21 punti +12 rimbalzi per Lamar Odom. Passano le partite e i Lakers vogliono mettere paura ai diretti rivali della Western Conference (e non solo).

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