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NAPOLI – Che finalmente a Napoli e provincia si parli di differenziata è un dato positivo che va visto come una chiara inversione di tendenza.

Assodato che la via delle discariche è controproducente tanto vale avviare la raccolta porta a porta nel più breve tempo possibile. Dopo la dichiarazione dell’assessore all’Ambiente Romano e del presidente Caldoro di uno stanziamento di altri 150mila euro per l’acquisto di attrezzature e macchinari forse la questione potrebbe avviarsi a soluzione. “Il primo punto di partenza fondamentale, ineliminabile, è che non ci sono più alibi: la raccolta differenziata in questi Comuni deve essere attivata, con l’unico sistema possibile che è quello di togliere i cassonetti dalla strada. Con il presidente della Regione Stefano Caldoro stiamo lavorando proprio a questo: ad aiutare i sindaci dei Comuni più indietro, man mano che si libereranno risorse, ad acquistare attrezzature e automezzi, a sostenere la raccolta differenziata” ha commentato l’Assessore.

I decreti di liquidazione firmati dai dirigenti dell’Area rifiuti riguardano altre 5 delle 78 amministrazioni locali beneficiarie del decreto 1169 del 2008. Le somme si riferiscono al primo acconto, pari al 30% del totale stabilito per ciascun ente, in base ai criteri fissati dalla normativa. In particolare, 107mila 600 euro sono destinati al Comune di Melito, in provincia di Napoli; 12mila e 500 euro sono stati erogati al Comune di Sant’Angelo dei Lombardi, in provincia di Avellino e altri 30mila euro ad enti della provincia di Salerno: 17mila euro sono stati liquidati al Comune di Albanella; 7mila e 400 a San Mango Pimonte e 5mila e 800 a Moio della Civitella.

Oltre alle discariche procedono le trattative per l’avvio dei termovalorizzatori. “I suoli per la realizzazione di altri due termovalorizzatori, uno a Napoli Est e l’altro a Salerno ci sono e facciamo di tutto per realizzarli in tempi rapidissimi”: è l’ultima dichiarazione in ordine di tempo del presidente Caldoro. Paventa l’avvio immediato di un tavolo tecnico interistituzionale sui rifiuti necessario per “costruire i due impianti già previsti prima di pensarne un quarto”. In totale il decreto 90 prevede la nascita di 5 inceneritori, uno per ogni provincia. Attualmente quello funzionante, ma ancora non è chiaro se a pieno regime o meno, è soltanto quello di Acerra.

A Terzigno negli ultimi giorni c’è stato l’allarme dei limoni deformati. Un allarme rientrato dopo il responso da parte del dipartimento di biologia dell’Università Federico II di Napoli: la mutazione non sarebbe stata causata dall’inquinamento ma dalle punture di un acaro, nello specifico l’acaro delle meraviglie. Si saranno acquietati, almeno da questo punto di vista, i comitati di protesta che avevano preso ad emblema il famoso limone ‘dai mille tentacoli’ per portare a conoscenza il rischio di vivere in prossimità di una discarica. L’agrume cresce nel giardino di Maria Rosaria Esposito, membro del comitato, ed è stata proprio lei a chiedere il perché di questa anomalia.

Intanto procedono senza sosta gli interventi per sversare i rifiuti nelle varie discariche. A suscitare polemiche si è aggiunta la richiesta di conferire oltre confine, presso la discarica calabrese di Pianopoli. Qui il primo cittadino di Lamezia Terme, Gianni Speranza insieme al sindaco di Pianopoli, Gianluca Cuda, ed altri rappresentati locali hanno convocato una riunione per decidere di trovare una soluzione alternativa a questi conferimenti campani. Speranza ha quindi scritto al presidente della IV commissione Ambiente e territorio della Regione Calabria, Alfonso Dattolo, e all’assessore regionale all’Ambiente, Francesco Pugliano, sottolineando “le preoccupazioni e i timori suscitati nella popolazione e in noi amministratori, in assenza di informazioni chiare e precise sulla durata, quantità e qualità di questi rifiuti nonché sullo stato di efficienza della stessa discarica di Pianopoli”. Pochi giorni fa il sindaco di Pianopoli aveva emanato un’ordinanza di divieto di transito per i camion di spazzatura provenienti dalla Campania. Ordinanza di fatto cancellata dal Prefetto per consentire l’accesso. La ‘guerra’ per ora è sospesa a causa delle forti piogge che non hanno consentito l’apertura della discarica incriminata.

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