Gioco roulette gratis online

  1. App Bingo Soldi Veri Windows: Pensiamo tutti al denaro quando qualcuno menziona il gioco d'azzardo o i casinò online.
  2. Blackjack Online Per Smart Tv - I fondi promozionali sono soggetti a condizioni di picchettamento 40x.
  3. Recuperare Soldi Casino Online Truffa: Se stavo cercando solo una buona storia, Id giocare Zelda, ma quando Im in un casinò, io sono dopo un premio diverso.

Quanto si vince al superenalotto con tre numeri

Slot 25 Linee Alta Volatilità
Joe Exotic di Red Tiger è il primo slot che viene in mente in relazione a Big Cat Rescue Megaways.
Slot Tema Tesori Puntata Bassa
Dalle ultime vittorie ticker per il nero chiazza di petrolio, rosso e argento design del sito questo sito offre grandi ricompense dal momento in cui si registra.
Dopo una vittoria 5-0 nella loro partita infrasettimanale contro una squadra in difficoltà di Inter Miami, New England ha ora messo pressione sulle squadre qui sotto per cercare di tenere il passo.

Casinò stranieri che accettano Italiani

Bonus Casino Online Wagering 40x
Se la mano dei dealer si qualifica e la tua mano la batte, il tuo ante paga in base alla tabella dei pagamenti e la tua scommessa "Call'ti pagherà anche i soldi.
Casino Online Roulette Puntata Minima Bassa
Quando si effettua un pagamento, è necessario depositare l'importo minimo.
Casino 300 Free Spins Bonus Benvenuto

Bush fa mea culpa sulla guerra in Iraq. Ma non chiede scusa agli americani

WASHINGTON – La storia dirà se avrà avuto ragione o meno. Per il momento l’ex presidente americano George W. Bush traccia un bilancio sostanzialmente positivo della sua amministrazione, nonostante la guerra in Iraq contro Saddam Hussein abbia pesato sulla sua credibilità al pari di un macigno.

La prossima uscita del suo libro di memorie “Decision Points” è stata l’occasione per concedere un’intervista a tutto tondo all’emittente NBC, durante la quale Bush jr ha rivendicato le decisioni prese quando era inquilino della Casa Bianca. Non solo, l’ex numero uno degli Stati Uniti si è anche definito “una voce dissidente” in merito alla guerra in Iraq, dichiarando di non aver mai voluto che si arrivasse all’uso della forza. Bush, in altre parole, avrebbe preferito una soluzione diplomatica alla questione. Soluzione diplomatica che non solo non ci fu, ma che degenerò molto presto in una vera e propria guerra alimentata dai sospetti, poi rivelatisi artatamente costruiti dalla CIA con l’aiuto dei servizi segreti italiani, circa l’importazione di grossi quantitativi di uranio dal Niger ad opera dell’Iraq di Saddam Hussein. Il mea culpa dell’ex presidente arriva proprio su questo punto controverso: “Nessuno rimase più sconvolto e arrabbiato di me quando non trovammo queste armi – ha dichiarato – Ogni volta che ci ripenso mi sento male, ancora oggi”. Un’ammissione di colpa che, però, ha deluso chi si aspettava un atto di scuse nei confronti del popolo americano. “Scusarsi significherebbe che la decisione presa era sbagliata – ha precisato durante l’intervista – E io non credo affatto che fosse sbagliata”.

Quanto allo scandalo delle torture commesse da soldati Usa nel carcere iracheno di Abu Ghraib, l’ex capo della Casa Bianca ha ammesso che la sua prima reazione fu “di nausea allo stomaco”. I militari statunitensi “non solo hanno maltrattato i prigionieri, ma hanno disonorato l’esercito Usa”. Nessun pentimento, invece, riguardo  l’uso del ‘waterboarding’, una “tecnica di persuasione” che simula l’annegamento, molto utilizzata durante gli interrogatori dei prigionieri. Il suo consulente legale, ha assicurato Bush, gli aveva confermato che non era proibita dalla legge contro la tortura. “Non sono un avvocato – ha sottolineato Bush – Mi devo fidare della gente che ho intorno. Il mio compito era proteggere l’America. Ed e’ quello che ho fatto”.

Ai posteri l’ardua sentenza. Di certo le immagini dei prigionieri torturati e la conferma dell’inesistenza di armi atomiche in terra irachena hanno contribuito ad alimentare il sospetto, poi divenuto certezza, che la “gloriosa guerra” contro il terrorismo non solo non si sarebbe conclusa tanto rapidamente, ma avrebbe comportato un prezzo altissimo, il più delle volte, come spesso accade, pagato da inermi civili, uccisi “per sbaglio”. Come Wikileaks insegna.

Condividi sui social

Articoli correlati