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Bondi in bilico, il Pd annuncia mozione di sfiducia. Granata (Fli): “Responsabilità politica”

ROMA – Mentre il capogruppo del Pd alla Camera Dario Freanceschini annuncia una mozione di sfiducia individuale berso il ministro dei beni culturali Sandro Bondi, il finiano Granata sottolinea la responsabilità politica del responsabile del dicastero. «Non le chiediamo di dimettersi ma di assumersi le sue pesantissime responsabilità politiche» ha dichiarato in Aula oggi nel corso della sua informativa a Montecitorio sul crollo di Pompei. «Il sito di Pompei -aggiunge Granata- è tassello più prezioso mosaico beni culturali italiano e ciò che è avvenuto non può essere dimenticato.

Avere la responsabilità di un tale patrimonio implica e impone competenza, dedizione, senso dello Stato e anche il coraggio di assumersi la responsabilità e il peso enorme delle scelte fatte. E i commissariamente voluti da lei rappersentano una grande responsabiltà» Granata unta il dito contro quella che definisce «l’ossessione retorica della valorizzazione che ha questo governo e che è speculare all’altro atteggiamento che dice che con cultura non si mangia». E ricorda che sia la legge Bottai che l’art. 9 della Costituzione «hanno fissato che la tutela e la valorizzazione del patrimonio culturale sono compiti dello Stat. Si è passati da una fase nella quale prevaleva la sapienza a scapito della managerialità, e Bondi ha ragione a ricordarlo. Ma purtoppo si è passati a una fase di managerialità che non ha sapienza». «Purtroppo adesso apprendiamo -prosegue Granata- che nascerà una Fondazione affidata all’ultimo commissraio che ha portato a questa situazione. A Pompei serve una squadra di archeologi e operai bravi per garantire l’ordinaria manutenzione che sta alla base di ogni restauro e tutela patrimonio culturale. La finalità del patrimonio non è solo quella di generare una forma di produttivismo. Bondi -conclude l’esponente del Fli- ha ben sottolineato che il crollo non è dovuto alla mancanza di fondi, ma questo aggrava la sua posizione. Per questo non chiediamo le dimissioni del ministro, ma vogliamo che si assumale sue pesantissime responsabilità politiche».

Quello di oggi in aula alla Camera sul crollo di Pompei è stato «un dibattito civile» secondo il ministro dei Beni Culturali, Sandro Bondi, che lo ha detto conversando con i cronisti al Transatlantico alla Camera. A chi gli chiedeva se a suo avviso ci fosse stata una richiesta di dimissioni Bondi ha replicato che «non c’è stata richiesta di dimissioni nè da parte della maggioranza nè dall’Udc». A chi insisteva sul fatto se Fli abbia parlato di un suo possibile passo indietro ha replicato che «se Granata vuole le mie dimissioni presenti una mozione di sfiducia».

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