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Antitrust: un’importante proposta di riforma sulla distribuzione dei farmaci

ROMA – Questa mattina il presidente dell’Antitrust Antonio Catricalà e’ stato ascoltato dalla commissione Senato Igiene e Sanita’ per quanto concerne il disegno di Legge N. 863 che prevede modifiche nella distribuzione dei farmaci e della retribuzione dei farmacisti.

Dal suo discorso emergono importanti proposte per una sostanziale modifica del sistema presente che ha favorito i farmacisti penalizzando i consumatori e che vede ancora favorite le farmacie rispetto ad altri metodi di distribuzione alternativi che hanno registrato invece segnali positivi.

Una proposta molto importante volta ad agevolare consumatori e farmacisti, ma anche lo stato che non regge piu’ una spesa sanitaria cosi’ grande.
Parafarmacie e GDO: una giusta scelta fatta 4 anni fa su cui Catricala’ ha posto l’accento. La liberalizzazione dei farmaci senza ricetta medica in questi due tipi di distribuzione ha comportanto non solo una maggiore concorrenza, ma anche una diminuzione della spesa da parte dei consumatori pari a 24 milioni di euro nel 2009, risparmiati grazie a sconti e al ribassamento dei prezzi che la concorrenza ha generato. La spesa totale nel 2009 nelle parafarmacia e GDO e’ stata di 2,2 miliardi di euro.
Proprio su queste basi e’ stato anche proposto di modificare la distribuzione di quei farmaci di fascia C che necessitano di obbligo di ricetta ma non sono sostenuti dallo stato. Poiche’ il loro costo e’ totalmente a carico del cittadino, allora si potrebbe incentivare la vendita consentendone la distribuzione nelle parafarmacie.

Per il Presidente dell’Antitrust e’ proprio sulla base di questi segnali positivi che andrebbe revisionata la distribuzione dei farmaci che oggi vede ancora uno sbilanciamento nelle vendite totalmente a favore delle farmacie *circa il 92% della vendita infatti avviene a favore delle farmacie rispetto ad altre tipologie di distribuzione(. Su queste basi bisognerebbe accrescere la quantita’ e tipologia di farmaci vendibili nelle parafarmacie. Una proposta che metterebbe d’accordo tutti, ma scuramente non l’ordine dei farmacisti che ha registrato una perdita sostanziale  da quando sono stati istituiti gli altri metodi di distibuzione.

Andrebbe revisionata anche la pianta organica della distribuzione delle farmacie sul territorio, aumentando sostanzialemente il numero delle farmacie soprattutto nei luoghi balneari e turistici con l’introduzione di framacie stagionali.
Nelle areescarsamente popolate invece serve comunque l’incremento delle farmacie che pero’ verranno istituite “sedi sussidiate, da assegnare tramite procedure concorsuali e finanziate a valere su un fondo alimentato da risorse provenienti dalle imprese operanti in regime di concorrenza”. Chiaramente lo stato dovra’ fissare solo il limite minomo di garanzia del servizio lasciando ai farmacisti la liberta’ di organizzazione del resto del servizio.

Sicuramente importantissimo in questo momento di crisi della sanita’ e’ stata la proposta di remunerazione dei farmacisti. Per quanto concerne i farmaci a carico del Servizio Sanitario Nazionale (fascia A) Catricala’ propone un “forfait per ogni servizio di vendita di ciascun medicinale, indipendentemente dal suo prezzo” in sostituzione all’attuale metodologia di attuare una percentuale del 30,35% sul presso del farmaco. Infatti in Italia e’ piu’ remunerativo vendere prodotti piu’ costosi a svantaggio del consumatore che non vedra’ una grande distribuzione del farmaco generico a minor costo.

Catricala’ ha posto l’accento anche su un problema spinosissimo> la fuga della ricerca in stati esteri. Molte case farmaceutiche produttrici di farmaci infatti, hanno trovato conveniente eliminare la ricerca in Italia e trasferirla all’estero. Se lo Stato desse maggiori incentivi alla ricerca dunque, non ci sarebbe questa fuga di cervelli e diminuirebbe di certo la disoccupazione.

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