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Giù le mani dall’Italia, continua la mobilitazione del Popolo Viola in attesa della sfiducia

ROMA – Continua ad oltranza la mobilitazione del Popolo Viola, che ha deciso di non demordere fino a quando non si voterà la mozione di sfiducia in Parlamento.

Sabato 13 novembre alle ore 18 in piazza Montecitorio a Roma si terrà la Viola Crucis Democratica, un flash mob in attesa della caduta del Governo che prevederà tre tappe di dolore e meditazione con relativa preghiera laica: crisi politica, crisi morale, crisi economica. Il Popolo Viola con Gianfranco Mascia al suo V giorno di sciopero della fame.

nel frattempo  Gianfranco Mascia continua lo sciopero della fame ad oltranza finchè non arriverà la sfiducia nei confronti del presidente del Consiglio Silvio Berlusconi.
“La decisione dello sciopero – ha detto Mascia – nasce dalla constatazione che nessuno nel Palazzo sembra prendere sul serio la crisi istituzionale, costituzionale e reale italiana che il nostro presidente del Consiglio – con i suoi comportamenti, i suoi abusi e la sua inettitudine – sta facendo vivere ai cittadini italiani. Il teatrino della politica continua senza considerare che sono proprio i cittadini a pagare il prezzo dell’agonia di questo governo. Un’altra ragione – ha precisato sempre Mascia – è data dal fatto che sento spesso affermare che le manifestazioni non servono. Io, al contrario, credo che siano assolutamente utili, tant’è che da ben 16 anni sono in prima fila per combattere questo vulnus tutto italiano. In più, e questo è il motivo principale che mi spinge allo sciopero della fame, penso che la coscienza individuale spinga ciascuno di noi a fare la propria parte. Ed ho iniziato questa lotta nonviolenta proprio per lanciare un messaggio a chi pensa che sia necessario passare dalle parole ai fatti.”

Da tutta Italia arrivano segnali di solidarietà e molti cittadini chiedono di unirsi alla prtesta. “Adesso – ha aggiunto Mascia – sembra che PD e IDV abbiano presentato una mozione di sfiducia: questa era la prima condizione per smettere il mio sciopero. La seconda condizione era la calendarizzazione, che è stata richiesta da Franceschini e Donadi al Presidente della Camera. Bene, finchè non avrò la certezza della calendarizzazione io non terminerò la mia lotta. Poi però dovremo convincere i parlamentari a votarla, quindi mi piacerebbe passare il testimone a tutti coloro che vogliono partecipare a questa iniziativa di protesta: dal momento della calendarizzazione al momento del voto, propongo di proseguire con uno sciopero della fame a rotazione, in giro per tutta Italia e – magari – anche in Europa, visto che i nostri concittadini all’estero ci sono molto vicini in questa lotta.”

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