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Eurogruppo. Salvare Dublino e l’Eurozona

ROMA – Salgono i credit default swap. Significa che peggiora la percezione della qualità del credito da parte degli investitori.

E’ questa la ragione per cui l’Eurogruppo ha mandato messaggi rassicuranti ai mercati al termine della riunione dei ministri delle finanze di Eurolandia, pur non nascondendo le preoccupazioni sulla situazione dell’Irlanda.

Tuttavia, ha precisato Jean-Claude Juncker, Presidente dell’Eurogruppo, “se gli irlandesi presenteranno una domanda di aiuti europei, questi saranno concessi”. Quindi se gli irlandesi, da soli o con altri Stati, decidessero di chiedere aiuto, la rete anti-crisi sarebbe pronta a mobilitare una cifra pari a 750 miliardi di euro.

L’Irlanda ha un deficit pari al 32% del Prodotto interno lordo e la ragione principale è da ricercarsi nei salvataggi bancari realizzati negli scorsi mesi allo scoppiare della crisi dei mercati finanziari.

Inoltre, ad aggravare la situazione, c’è stato l’incremento degli spread tra titoli pubblici irlandesi e quelli emessi dal governo tedesco, considerati i più sicuri sul mercato. Nonostante questa situazione, Dublino non ha chiesto aiuti e sta lavorando con la Commissione Europea, la BCE e il FMI a una programma ad hoc per sostenere la banche irlandesi in difficoltà.

Ma non è solo l’Irlanda a destare preoccupazione. Se infatti i cds (credit defaul swap) sul debito irlandese hanno fatto registrare un rialzo di 17 punti base a 510 punti, quelli sul debito greco sono cresciuti di 13 punti base a 871 punti.

Entrato nella lista degli osservati speciali, infine, anche il Portogallo. A questo proposito, il presidente della commissione europea per gli affari economici e monetari, Olli Rehn, ha sostenuto come le preoccupazioni si estendano a tutta l’area Euro: “La posta in gioco è molto alta, ma dobbiamo restare calmi e reagire tutti insieme”, il suo commento.

Parlando al Parlamento europeo, Juncker ha poi sottolineato che si sta riflettendo sulla possibilità di emettere euro obbligazioni nell’ambito del Fondo anticrisi. Una voce alla quale si è aggiunto Klaus Regling, responsabile dello European financial stabilty facility (Efsf), il Fondo salva-Stati: ”Siamo pronti a muoverci velocemente sui mercati e a movimentrare cifre ingenti in massimo cinque-otto giornate lavorative”.

Disponibilità subito raccolte dal presidente della UE, Herman Van Rompuy, che ha affermato: “Dobbiamo lavorare tutti per permettere all’Eurozone di sopravvivere”. Perché se “l’Eurozona non sopravvivrà, anche l’Unione non sopravvivrà”.

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