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Muri legali e concorsi così la street art fa pace con le istituzioni

ROMA – Quando l’arte esce dalle gallerie crea scompiglio. Se poi come luogo privilegiato per manifestarsi sceglie i muri delle città allora lo scompiglio si fa dibattito, politica, scontro e  sanzioni.

E’ il caso del graffitismo urbano, la forma di espressione artistica più discussa degli ultimi trent’anni. Perché dai tunnel della metropolitana degli anni ’80 decorati con gli omini stilizzati di  Keith Haring alle più recenti, e quotatissime, provocazioni di  Banksy, ci passano chilometri e chilometri di muri “firmati” a colpi di bombolette dagli adolescenti  di mezzo mondo. Spesso vere e proprie deturpazioni urbane. A risolvere l’annoso dibattito su quale sia la linea di passaggio dall’imbrattamento al segno con valore artistico ci stanno pensando negli ultimi anni iniziative istituzionali che, con festival e giornate a tema, puntano ad “educare” e valorizzare il gesto creativo del writer.

Così dopo il recente Urban Contest di Roma che ha visto coinvolta l’amministrazione capitolina per la concessione agli artisti di muri autorizzati, è in corso di svolgimento in questi giorni a Torino, e continuerà fino alla fine di novembre, il ‘Picturin- Torino Mural Art Festival’  un grande evento per  giovani writers nazionali e internazionali, chiamati ad essere protagonisti della riqualificazione di alcune aree della città. “Sarà un’opportunità per dare massima visibilità alla valenza artistica ed alla grande capacità creativa dei muralisti- si legge sul sito del Comune di Torino- ma al tempo stesso per avvicinarsi all’arte del muralismo contemporaneo, apprezzarne le evoluzioni stilistiche, la tecnica raffinata e cogliere i suoi significati più profondi”. Partito a ottobre con il finanziamento del Ministero della Gioventù e coordinato dalle associazioni di muralisti torinesi, l’evento prevede di lasciare il segno degli artisti convocati su una superficie di più di 3.500 mq tra facciate di palazzi, vie e corsi cittadini.

E’ invece di respiro internazionale Artaq, “The First Street Art Award” un concorso giunto alla sua seconda edizione- per le iscrizione c’è tempo fino al 18 febbraio 2011- che punta a rappresentare i migliori talenti della scena urban art, valutati e premiati da una giuria di alto profilo di competenza. “ Il nostro intento – spiegano gli organizzatori- è quello di far diventare questa competizione una delle più ambite dagli artisti e la più accreditata a livello internazionale”. In effetti il premio in palio è di quelli che fanno gola a molti: una grande mostra itinerante nelle gallerie delle maggiori capitali europee.
Ma per la serie il lupo perde il pelo ma non il vizio  è di questi giorni la notizia che nella città di New York i “feticisti dell’evento imperdibile” si aggirino nei cunicoli delle metropolitane abbandonate alla ricerca  della mostra top secret -decisamente illegale- Underbelly Project, organizzata dai 103 street artist più famosi del globo. Ai più avventurosi l’onore della buona visione.

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