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Irlanda. Cowen conferma intervento sulle banche. Passera: “L’euro giustifica il salvataggio”

ROMA – C’è sempre una prima volta. E questa volta è toccato al primo ministro irlandese, Brian Cowen. Che ha confermato le trattative con l’Unione Europea e il Fondo Monetario Internazionale per il salvataggio del sistema finanziario irlandese. Ma solo per le banche.

A una condizione, dicono questa volta UE e FMI: ristrutturazione del debito subordinato. Ovvero quello che garantisce i diritti alle banche che si trovano in difficoltà. Dopo la soffiata della stampa irlandese sono tornate a volare le obbligazioni.

Anche se adesso ammettere un aiuto per tutto il sistema avrebbe avuto il significato di aver sbagliato politiche fiscali, il punto originale della crisi irlandese, quello che ha fatto esplodere il deficit di Dublino, è stata la necessità di intervenire a tamponare lo scoppio della bolla immobiliare. E questo ha avuto un forte impatto sul sistema bancario. I cui piani di salvataggio da parte dello Stato hanno fatto lievitare il deficit 2010 a quota 32% del PIL.

La strategia del governo irlandese sembra però voler scaricare sui risparmiatori delle banche, irlandesi e non, il costo del salvataggio. Profetiche le parole del ministro delle Finanze, Brian Lenihan: “Le banche sono cresciute in misura tale da diventare ingestibili per lo Stato. E’chiaro che avremo bisogno di qualche tipo di aiuto esterno per affrontare queste difficoltà”.

Ma come? Per i banchieri e i governanti la spia è la banca irlandese la Anglo Irish. Che, nazionalizzata a gennaio del 2009, aveva poi ricevuto il diktat di ristrutturare il debito subordinato per una somma pari a 2 miliardi di euro.

Oggi, i creditori potranno scegliere se convertire le proprie obbligazioni in titoli di stato irlandesi per un controvalore pari all’80% in meno di quello delle obbligazioni emesse dalla banca o ricevere una liquidazione pari a un centesimo. Come andrà a finire? I creditori naturalmente sono rabbiosi, taluni hanno parlato di “cannibalismo degli obbligazionisti”. Tuttavia i primi risultati sulla votazione arriveranno solo il 22 novembre.

Sul fronte italiano, il consigliere delegato di Intesa Sanpaolo Corrado Passera ha affermato che “di fronte a piani seri di riassetto interno, i salvataggi non sono una cosa inconcepibile, anzi. C’e’ un valore superiore che e’ quello dell’euro e dell’intera Europa che li giustifica; naturalmente devono essere accompagnati da grandi impegni perché non si ripetano più certe cose, e dall’introduzione di regole e controlli che ci garantiscano per il futuro”. “

Intanto, i laburisti all’opposizione chiedono le dimissioni del primo ministro. sostenendo che le nuove trattative sul fronte internazionale dovrebbero essere condotte da un nuovo esecutivo.

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