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Basket Nba. Rudy Gay fredda Miami, gli Spurs centrano l’11° vittoria

Meritata copertina della giornata, introduttiva, ai Grizzlies che per la quinta volta in stagione fermano i decantati Heat di Lebron James, Chris Bosh & Wade (stanotte assente).

Eroe della partita è Rudy Gay, suo il buzzer sulla sirena che regala la W ai tifosi di Memphis. Nelle altre partite invece i risultati sulla carta preventivabili, vengono rispettati, ad eccezione della nuova vittoria esterna targata Oklahoma.

Indiana Pacers – Orlando Magic 86-90
Risultato altalenante, vantaggi che si alternano senza sosta. Pacers in vantaggio nel primo tempo, Magic con Howard (25 punti, 12 rimbalzi) imperiosi nel terzo quarto, con indiana in grande difficoltà a rimbalzo. quarto finale in volata con i Pacers che prima si rifanno sotto da -10, e poi buttano al vento il successo vanificando una tripla pazzesca di Posey; tripla del provvisorio vantaggio Pacers a 40 secondi dalla sirena. Orlando però la spunta con un guizzo di Nelson (11 punti), che con un gioco da tre punti annulla gli sforzi dei padroni di casa. Non è bastato Hibbert con 19 punti e 10 rimbalzi (bravo a tenere testa a D12 nel primo tempo), né l’ausilio di Rush (14 punti) e Ford (10 punti)… i liberi di Carter del +4 spengono i riflettori, e la gente delusa abbandona la Conseco Fieldhouse, di indianapolis.

Memphis Grizzlies – Miami Heat 97-95
Miami Heat strani ed imperfetti senza Wade; un Bosh più sicuro di sé in attacco (20 punti, 10 rimbalzi), ma ancora parecchio indietro nelle letture difensive; un Lebron più padrone della squadra (29 punti, 11 assist), più a suo agio, ma non per questo decisivo in stile Cleveland Cavaliers Time. A Memphis è battaglia, con due squadre pronte a sfidarsi a viso aperto. I Grizzlies nel primo quarto giocano senza commettere un errore, difendono bene gli spazi, e chiudono l’area alle incursioni degli Heat, toccando i 9 punti di vantaggio. Miami rientra il prima possibile sospinta dalle triple di Eddie House (20 punti con 6/9 da tre) e dal carisma di Lebron. Come ad Indiana i vantaggi si alternano continuamente. Quando Miami sembra avere in pugno il controllo della partita, mini parziale di Memphis ad interrompere il tutto, e viceversa. Si arriva nel quarto periodo in piena estasi da playoffs. Nessuno ha intenzione di mollare. Zach Randolph, Mvp assoluto con 21 punti e 13 rimbalzi, recita il ruolo del primo attore: rimbalzi (voce dove Memphis finirà per distruggere gli Heat per 47 a 32), stoppate lebroniane, compresa proprio una sul Prescelto, & tiri inventati dal nulla a segno. L’atmosfera è calda. + 5 Memphis ad 1 minuto dalla conclusione. Tripla Bosh, contropiede Lebron… pareggio. E’ in questo istante però, quando l’overtime sembra cosa fatta, che Memphis sfruttando a pieno l’errore in panchina di Coach Spo (Miami aveva un altro fallo a disposizione da spendere) va a vincere la partita con un Buzzer a fil di sirena di Rudy Gay, portato in trionfo (per lui sono 15 i punti +8 rimbalzi). Un tiro che fa male a Miami, un tiro che deve far riflettere.

Atlanta Hawks – Dallas Mavericks 93-98
Atlanta non sa più vincere in casa. Dallas, che veniva da 2 L in fila, ne approfitta mettendo in mostra il meglio di sé, tra corsa in transizione e schemi offensivi fluidi quando la palla finisce dentro la retina. Shawn Marion mette in crisi la difesa Hawks, è ovunque, un rebus irrisolvibile, per lui doppia doppia da 12 punti e 10 rimbalzi. I soliti Smith (21 punti, 6 assit) & Horford (20 punti, 20 rimbalzi) le provano tutte ; si pesca pure il jolly dalla panca (Jo. Crawford, rookie preso nel draft 2010, che mette in mostra il suo talento offensivo con 10 punti e 4/6 dal campo) ma il risultato non cambia. Dallas con merito, e rischiando la rimonta nel finale, sbanca Atlanta. Tiro da fuori (46%), Nowitzki (21 punti) e panchina (vedi sopra Marion, oltre che un Terry da 15 punti) gli ingredienti del successo.

San Antonio Spurs – Cleveland Cavs  116-92
Spurs che non hanno nessuna intenzione di fermarsi. Record di 11-1, e tassametro che continua a correre.  32 assist di squadra per San Antonio, 6 uomini in doppia cifra, 48% da tre punti, minutaggi bassi per lo starting five. Il festival della pallacanestro. Parker luccicante con 19 punti e 9 assist; bene Splitter con 18 punti +5 rimbalzi. Dall’altra parte torna di moda il nome di Mo Williams, tartassato quest’anno dagli infortuni. Nella sconfitta, per il play dei Cavs, ci sono 21 punti, 6 assist e 3 rimbalzi.

Portland Blazers – Utah Jazz 94-103
Portland con la testa avanti per oltre 30 minuti, grazie al quartetto Matthews (16 punti), Aldridge, Batum (14 punti), Miller (15 punti, 9 assist)  poi la evidente mancanza di un leader come Roy si fa sentire. I Jazz entrano in modalità da trasferta, e nell’ultimo quarto (38-20 di parziale) spezzano la difesa avversaria fin lì perfetta. La panchina di Utah fa un ottimo lavoro, da tre Miles (25 punti) è devastante, e Al Jefferson completa il lavoro con una prova di sostanza sotto i tabelloni, per lui infatti ci sono 20 punti e 14 rimbalzi. Doppia doppia da 12 punti +11 assist per Deron Williams, doppia doppia inutile anche dall’altra parte a firma LaMarcus Aldridge con 24 punti e 11 rimbalzi.

LA Clippers – New York Knicks 115-124
Qualcosa si smuove in casa Knicks, dopo tante L… seconda W in serie. A farne le spese sono i Clippers, fanalino di coda della Western Conference. Impressionanti Stoudemire & Gallinari. Il primo scrive una prova da 39 punti, 11 rimbalzi e 14/24 dal campo. Per il Gallo italiano 31 punti a referto con 4/6 dalla lunga distanza. Da tre NY non perdona, 45% la percentuale, 3 triple per Felton, e 4 per Douglas. LA Clippers giunti alla 13 sconfitta, possono consolarsi come al solito con Eric Gordon (25 punti) e soprattutto con Blake Griffin (il rookie difatti piazza la sua prima vera grande prova nella Lega… roba da stropicciarsi gli occhi: 44 punti, 15 rimbalzi, 7 assist e 14/24 dal campo. Offensivamente devastante). Consolazioni però che in 14 partite non sono valse nemmeno 2 vittorie. Dato preoccupante.
Altri risultati della notte: Dopo Boston altra vittoria in trasferta per Oklahoma che espugna per 82 a 81 il campo dei Milwaukee Bucks. Torna alla W Denver, tra le mura amiche regolati infatti i New Jersey Nets per 107-103. A chiudere il cerchio la W interna dei Bobcats per 123-105, ai danni dei Phoenix Suns; Suns poveri di idee, e orfani di Steve Nash nelle ultime due uscite.

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