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Riforma della giustizia. Berlusconi annuncia il varo. Napolitano: non sono aggiornato

ROMA – Giorgio Napolitano è intervenuto oggi al 30° congresso dell’Associazione nazionale magistrati.

Al centro del dibattito la tanto discussa riforma della giustizia: dovrebbe essere varata martedì prossimo, cosi come annunciato giovedì da Silvio Berlusconi, ma interpellato sulla questione il Presidente Napolitano dice di “non essere aggiornato su cosa farà il Governo”. Parla di indispensabile recupero della fiducia del cittadino nel sistema giudiziario, anche attraverso un corretto rapporto tra magistratura e politica.

Il presidente dell’Anm, Luca Palamara, nella sua relazione ha fatto esplicito riferimento a tutti quei provvedimenti attuati “al solo scopo di limitare l’autonomia e l’indipendenza della Magistratura: ciò è avvenuto in occasione delle annunciate riforme costituzionali in materia di separazione delle carriere, di obbligatorietà dell’esercizio dell’azione penale e di Csm, nonché in occasione dei non meno insidiosi progetti di legge ordinaria in materia di intercettazioni, processo breve e polizia giudiziaria svincolata dal pm”. Per l’Anm le riforme proposte sono assolutamente negative, “perché adombrano in realtà una diversa finalità rispetto al tema del funzionamento del processo e cioè quella di ridisegnare il rapporto tra politica e magistratura, alterando le attuali divisioni tra poteri dello Stato così come delineate dal costituente nel 1948”. Palamara ha parlato anche di situazione della giustizia italiana che considera “al collasso”. Ricorda  che nella classifica mondiale dei paesi in cui è vantaggioso investire, l’Italia si trova all’80esimo posto dopo Zambia, Mongolia, Ghana e Ruanda.

In Italia i tempi di attesa di un processo sono relativamente lunghi. Secondo i dati forniti dal Ministero della Giustizia la durata media dei processi civili è di tre anni in tribunale, oltre tre anni in appello e stessa durata in Cassazione. Tre anni e mezzo per chiudere un processo penale in dibattimento dal tribunale alla Cassazione. È chiaro che di fronte a una situazione di questo genere una riforma della giustizia, per Palamara, diventa urgente: “Il cattivo funzionamento del servizio giustizia, e quindi il mancato effetto della ragionevole durata del processo, assumono carattere oggettivamente prioritario e necessitano di interventi urgenti”.

Un impegno, quello dell’Anm, apprezzato da Giorgio Napolitano, che ha auspicato “un confronto costruttivo e propositivo con le forze politiche sul tema della riforma della giustizia”. Sulla questione è intervenuto anche Gianfranco Fini, che con un messaggio recapitato agli organizzatori, ha affermato che “l’autonomia della magistratura costituisce un presupposto della sua stessa indipendenza e ne rappresenta il fondamento”. Autonomia mai messa in discussione, secondo quanto riportato dal presidente del Senato, Schifani.

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