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Der Spiegel anticipa i documenti di Wikileaks, ora sotto attacco degli hacker

ROMA – L’attesa è spasmodica per le rivelazioni di Wikileaks dagli archivi della diplomazia Usa ma Il sito “corsaro”  di Julian Assange potrebbe non essere in grado di diffondere i documenti. I collaboratori del sito, infatti, hanno diffuso le notizie su twitter denunciando un pesantissimo attacco degli hacker, che hanno reso impossibile il funzionamento delle pagine sul web.

Piccolo giallo su ‘Der Spiegel’, uno dei giornali che dovrebbe avere le anticipazioni sui file di Wikileaks. Un giornalista free lance, Symor Jenkins, afferma di aver acquistato a Basilea in Svizzera una copia della rivista tedesca che dovrebbe uscire in Germania solo domani. Alle 22.30 di stasera dovrebbe uscire nella versione online dello Spiegel. Si tratterebbe, se fosse confermato, di un’uscita anticipata in Svizzera ricca di anticipazioni dei file del sito di Assange. Al momento non è ancora stato possibile appurare se si tratti di un falso, di un errore di distribuzione o di un’anticipazione voluta dallo Spiegel. Nella copertina del periodico compare la grossa scritta, ‘Enthullt’ (Rivelato), e il sottotitolo: «come l’America vede il mondo, il rapporto segreto del Dipartimento di Stato americano» e 12 foto di personaggi illustri: tra questi, solo per citarne alcuni, il presidente iraniano Mahmud Ahmadinejad, con la didascalia ‘questo è Hitler’, il colonnello Muammar Gheddafi (‘procaci biondine come infermierè), il presidente afghano Karzai (‘spinto dalla paranoià), il presidente francese Sarkozy (‘imperatore senza vestitì) e ultimo in fondo a destra, il premier italiano Silvio Berlusconi. ‘Feste selvaggè, recita invece la didascalia sotto il presidente del Consiglio italiano.

Intanto, ci si chiede: dov’è Julian Assange, mentre la bomba WikiLeaks sta per abbattersi sui governi di tutto il mondo? «Non posso essere con voi oggi ma sono costretto ad apparire su un link video su Internet, perché ho la Cia alle calcagna»: così il fondatore di Wikileaks oggi nel suo intervento video alla conferenza dei giornalisti investigativi ad Amman, in Giordania. «La Giordania non è il posto migliore dove stare se ti cerca la Cia», ha detto Assange, spiegando di non poter dire dove si trova in questo momento. L’hacker giornalista più famoso del mondo ha detto di aver passato l’ultimo mese spendendo ogni energia sulla raccolta dei documenti che oggi temono tutti i potenti della Terra. «Già si possono vedere gli effetti del mio lavoro: nella scorsa settimana gli Usa hanno cercato con tutte le forze di disinnescare il meccanismo, avvertendo i governi ma senza sapere cosa stiamo davvero per pubblicare», ha detto. Assange ha poi negato che le pubblicazioni metteranno in pericolo vite umane: «La nostra organizzazione ha una storia di quattro anni di pubblicazioni, e per quanto ne sappiamo nessuno è mai stato in pericolo per le nostre rivelazioni».

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