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Manganellate nel teatro San Carlo: feriti studenti e artisti

NAPOLI – Durante un dibattito culturale e sereno tra alcuni studenti ed alcuni artisti del Teatro San Carlo di Napoli, su argomenti concernenti i tagli alla cultura e all’istruzione, irrompono le forse dell’ordine che, senza motivo, manganellano i presenti. Ma gli operatori del San Carlo, sconvolti da questa irruzione, giurano: “nessuno di noi ha chiamato la polizia, perché avremmo dovuto?”.

“Università di Napoli pre-OCCUPATA”, questo lo slogan degli studenti delle Facoltà di Architettura, Lettere e Filosofia della Federico II e de L’Orientale. Dopo giorni di cortei, blocchi stradali, occupazioni dei binari della TAV, contestazioni a Confindustria e CEPU, gli studenti napoletani tornano in strada per protestare contro la Riforma Gelmini. Ieri quasi 3000 studenti delle scuole superiori si erano mobilitati nel solo quartiere Fuorigrotta, oltre 500 studenti universitari si sono mossi nel pomeriggio dalle facoltà occupate dell’Orientale e della Federico II.  

La preoccupazione dei giovani è dovuta non solo al mondo dell’istruzione, ma anche al mondo della politica e della criminalità organizzata che hanno partorito l’affare rifiuti. Così attirano l’attenzione di migliaia di cittadini spostandosi a piedi per tutto il centro storico. Sono andati a manifestare prima all’agenzia delle Entrate, poi si son spostati davanti al Comune per contestare l’affare rifiuti.

L’IRRUZIONE. Soltanto dopo un piccolo gruppo si è diretto verso il San Carlo dove son stati accolti con grande calore. In quel momento gli artisti, impegnati in una prova di Tosca, interrompono per salutare gli studenti ed invitarli al dibattito. Si da così inizio ad un confronto sereno e coinvolgente sulle riforme che riguardano i tagli alla cultura. Il dialogo è cordiale e le riflessioni interessanti quando, improvvisamente, fanno irruzione polizia e carabinieri che aggrediscono tutti i presenti. Molti i feriti e un numero indefinito di ragazzi “prelevati con la forza” e trascinati via in questura. Sono stati rilasciati solo dopo alcune ore quando i compagni ancora si chiedevano che fine avessero fatto.

Durante la carica anche alcuni artisti sono rimasti coinvolti, tra questi: Domenico Di Dato della produzione sancarliana, Leopoldo Passero del servizio trasporti, Giuseppe Benedetto (corno inglese), Vittorio Guarino (trombone), Maria De Simone (cantante) sono solo alcuni del lavoratori del San Carlo colpiti senza motivo dalle forze dell’ordine. Altri studenti sono stati poi prelevati e allontanati con la forza. Il caso più grave è il primo violino Giuseppe Carotenuto, che a causa delle botte è finito al pronto soccorso più vicino. Le prove sono state spostate ma non vedranno la presenza del primo violino che forse sarà sostituito.

I presenti si sono detti indignati da quest’azione non civile e molto politica delle forze armate retribuite per garantire la sicurezza ai cittadini ed affermano: “Questa è l’immagine simbolo della situazione nel nostro paese. Un luogo di cultura che andrebbe aperto a tutti, viene violato con la forza dei manganelli per reprime l’unione delle proteste di studenti e lavoratori per la cultura e i diritti”. A ciò bisogna aggiungere lo stupore dei lavoratori del San Carlo che affermano: “chi ha chiamato la polizia? Nessuno di noi lo ha fatto!”.

Esiste forse qualche forza di intelligence che opera nella città di Napoli per fermare il movimento? A quale ordine o chiamata hanno risposto le forze dell’ordine? Tutt’ora non si sa ancora nulla. Per adesso la città è attonita, sconvolta da un fatto di una gravità inaudita.

“I poliziotti sono pagati per garantire la sicurezza, non per creare disordini” affermano alcuni presenti. Ed è vero. La sicurezza del lavoro e dei diritti allo studio invece, dovrebbe garantirli lo Stato. Così funziona il sistema o meglio… così funzionava.

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