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Lazio. I precari protestano e vengono schedati. Caos alla Regione

ROMA –  A Roma via Cristoforo Colombo è stata bloccata dai manifestanti appartenenti ai ‘Movimenti contro la crisì. Dopo aver protestato nel cortile interno della sede della Regione Lazio di via Rosa Raimondi Garibaldi, in sostegno ai sette precari, che questa mattina sono saliti sul tetto dell’edificio, allontanati dalla polizia, si sono riversati in strada.

Durante questa operazione di sgombero si sono registrati degli scontri con gli agenti. Alcune persone sono state condotte al Cto in codice verde, mentre una donna  è stata trasportata all’ospedale San Camillo. Sembra che dopo le medicazioni i manifestanti abbiano trovati ad aspettarli gli agenti della Polizia che gli avrebbero schedati. Anche un poliziotto è stato trasportato dal 118 all’ospedale San Camillo perchè colpito da due oggetti, forse sassi, alla testa. Per sincerarsi delle sue condizioni il Questore di Roma Francesco Tagliente è andato in ospedale. Altri quattro poliziotti sono rimasti contusi in modo più leggero, anch’essi dal lancio di oggetti da parte dei manifestanti.

“La Polverini sta dicendo che questa mattina volevamo occupare le stanze della Regione, ma tutti i presenti possono confermare che eravamo solo saliti sulle impalcature esterne e sul tetto per rivendicare i nostri diritti. Da lei nessun confronto, solo bugie”.  È quanto afferma Luca Fagiano, uno dei manifestanti riuniti sotto la Regione Lazio, che annuncia: “Stanotte faremo un presidio di solidarietà che durerà per tutta la notte per sostenere le sette persone che stanno sulle impalcature. Non era mai successo – prosegue Fagiano – che la polizia arrivasse a manganellare all’interno della Regione, mentre la Polverini si sottrae ad ogni confronto. Lo scorso 25 novembre sempre noi del ‘Movimento uniti contro la crisì abbiamo manifestato in migliaia sotto la Regione chiedendole un incontro e lei ce lo ha negato; abbiamo occupato la Sala Liri perchè non ci davano risposte e ci hanno respinto con la forza. Ora speriamo, almeno, che non vogliano sgombrare anche il presidio di solidarietà. Dalle impalcature – conclude – la polizia sta facendo di tutto per far scendere gli altri manifestanti, anche buttandogli acqua addosso. È gravissimo e molto rischioso”.

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