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Yara, le dicerie degli untori

BERGAMO – Le verità su caso della ragazza di Brembate di Sopra che sembrava già raggiunta poche ore fa ora sembra allontanarsi fino a sparire.

Nella Procura di Bergamo si parla ormai del rilascio imminente, forse domani mattina, di Mohammed Fikri, il giovane operaio marocchino tuttora in stato di fermo giudiziario. Anche la frase detta al telefonino dal giovane, unico indizio per la sua incarcerazione, è stata tradotta male dagli inquirenti che ora non hanno più elementi sufficienti per giustificare la sua detenzione in carcere.

Il cugino di Fikri, Abderrazzaq, presso la cui abitazione l’indagato ha da tempo la residenza, è convinto che i sospetti sul parente siano nati da una traduzione sbagliata della frase detta al telefonino da Fikri: “Conoscendo mio cugino avrà detto ‘Allah mi proteggà e non Allah mi perdoni. Perchè è ‘Allah ihfad’ e non ‘Allah ysmah lià – spiega l’immigrato -. Lo si esclama quando ci si trova coinvolti in qualcosa di spiacevole. È un fattore solo di pronuncia.”

Dopo questo ennesimo rivolgimento dei fatti raccontati da giornali e televisioni ci si domanda se non sia il caso di tacere ed aspettare che il caso sia risolto definitivamente per non entrare a far parte di quel meccanismo infernale di cui parla Gesualdo Bufalino nel suo Diceria dell’untore. A questo punto, dopo una moltitudine di rivelazioni, che si sono finora rivelate infondate, forse è meglio finirla di far parte di quell’ingranaggio il quale ripetendo le notizie prese dai lanci di agenzia, può alterare la percezione su ‘verità’, che poi si rivelano infondate.

E questo per chi fa giornalismo è un dilemma: continuare a pubblicare notizie ancora immature per essere certe, o tacere ed aspettare il tempo giusto per dare notizie sicure? Ci sono dei fatti, uno per tutti quello del caso Franzoni, che rimangono per anni in sospeso, e allora che fare? Non ci sono risposte certe, ognuno avrà la sua risposta. Forse una via d’uscita ci sarebbe per non seminare irresponsabilmente le dicerie degli untori: fare una ricerca approfondita sui fatti che accadono parallelamente a casi di questo genere per poter comprendere meglio le reazioni sociali. Per esempio, come la scomparsa di Yara, abbia fatto affiorare il malcelato razzismo e odio per il diverso da sé che sembra far parte del DNA di buona parte dei residenti nei sobborghi dove la Lega la fa da padrona.

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