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Dal Burlesque a Berlusconi e ritorno

L’Italia ai tempi del teatrino, assai “tetrino”, della politica italiana. Indovinello per chi vuole tornare all’Italia al tempo della democrazia

Meglio di un reality, più fantasioso di una soap opera, si dipana, nella vita politica italiana, il film horror delle astruse e incomprensibili vicende pubbliche quotidiane, il 14 dicembre s’avvicina, ma attenzione ai colpi di scena.

Per una Carfagna che “se rimagna” quello che ha detto, c’è un Veltroni che “ce spappola i cojoni” con i suoi ripensamenti ed i suoi distinguo. La centrifuga mediatica sminuzza e tritura tutto in un minestrone politico-istituzionale difficile da digerire. Fiducia, sfiducia, governo tecnico, parlamentare, di “responsabilità nazionale”, d’”armistizio”, diventano parole vuote e senza senso, nella perenne indecisione e volatilità dei comportamenti. I continui stop and go, i reiterati annunci e le contumelie reciproche non fanno che disamorare la società civile dal prendere parte attiva nell’agone democratico, orientare e orientarsi senza bussola risulta essere obiettivamente difficile.

In questo bailamme un mio caro amico, grande divulgatore nel web, Bruno Berti, mi ha segnalato un nuovo personaggio politico che si affaccia sulla scena politica italiana, un parvenu nuovissimo anzi, vecchissimo, ma ecco che cosa dice:

Stiamo vivendo una situazione eversiva. In questo momento l’Italia non è una democrazia. La situazione è molto grave, c’è una democrazia a gambe all’aria. Mai nella storia repubblicana la situazione era stata altrettanto grave.
In questo momento la democrazia in Italia non c’è. Questo parlamento è una farsa. In parlamento comandano loro. Quella che esiste oggi in Italia non è democrazia, ma una caricatura della democrazia.
L’Italia non è uno Stato democratico, bensì uno Stato poliziesco, unico in Occidente. L’opposizione sta diventando non più un diritto democratico, ma un rischio. C’è una maggioranza che detta legge e zittisce l’opposizione. Un clima come questo si respirava nel secondo decennio del governo Mussolini.
Non siamo in quel paese normale che qualcuno vorrebbe farci credere, siamo in un regime. Non siamo più una democrazia, ma un regime. Da oggi la nostra opposizione cessa di essere opposizione a un governo e diventa opposizione a un regime. La nostra è una democrazia ferita da questo governo, non è più una vera democrazia perché non c’è vera libertà. Il governo si comporta come il governo Mussolini quando chiese i pieni poteri nel 1926, e fu dittatura per vent’anni.
I sepolcri imbiancati fingono di scandalizzarsi quando noi parliamo di regime e fingono di non sapere che ci sono mezzi diversi dai carri armati in piazza, per comprimere la libertà. E questo è appunto il regime, con l’occupazione sistematica e scientifica dei posti di potere, delle televisioni, delle aziende del parastato, con i posti di lavoro usati per attirare nuove clientele.
Gli ipocriti fingono di non sapere che oggi si può sequestrare la libertà dei cittadini in modi striscianti e surrettizi per far regredire un cittadino a suddito timoroso. Tutto questo ci provoca inquietudine. Siamo cittadini di serie B in Europa. 
Se necessario daremo vita a una resistenza per riconquistare la libertà e la democrazia”.

Parole sante! Provate a immaginare chi è questo temerario che non le manda a dire! Il suo nome – incredibile a dirsi – è Silvio Berlusconi, quando era all’opposizione nel 2007. L’avreste mai detto?

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