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Gianfranco Fini a “Ballarò”: “Non andremo mai con il Pd”

ROMA – Gianfranco Fini è stato intervistato da Giovanni Floris per “Ballarò”. «Berlusconi si dovrebbe dimettere prima di martedì prossimo per una ragione semplicissima, perché almeno alla Camera Berlusconi non ha la maggioranza nè numerica né tantomeno politica e questo è frutto della scelta scellerata di espellere il cofondatore del partito e pensò di poter prescindere dal fatto che nella maggioranza si era costituita una nuova forza politica come Futuro e liberta» ha detto il Presidente della Camera.

«Il vero ribaltone lo ha fatto chi ha contribuito a mettere alla porta il cofondatore del Partito e chi si è considerato il padrone del partito». Fini ha poi denunciato la campagna «di alcuni quotidiani vicini al presidente del Consiglio nei confronti di Futuro e Libertà e della mia persona». «Le mie critiche mosse a Berlusconi – ha aggiuntoaggiunge Fini –  sono ampiamente note: scarso rispetto delle istituzioni e poca attenzione alla legalità».

Riguardo all’accusa di tradimento, Fini ritiene che  «quando non si hanno argomenti si ricorre ai complotti alle congiure, alle potenze internazionali. Tutti gli italiani che seguono la politica – ha aggiunto – si ricordano la direzione in cui Berlusconi mi dichiarò incompatibile con il Pdl; una scelta scellerata«, ha sottolineato Fini che ha invitato Berlusconi a «non inseguire i fantasmi». Riguardo alla possibilità che si voti a primavera, Fini si augura che ciò non avvenga. Comunque, in caso di urne anticipate «ci presenteremo con un’alleanza con il polo della moderazione, l’area di responsabilità. Impossibile è un’alleanza con il Pd» .

«Alla Camera abbiamo costituito una area di responsabilità e faccio notare che molti degli uomini e donne che ne fanno parte hanno collaborato negli ultimi anni con Berlusconi – ha ancora aggiunto –  Quindi, Berlusconi la smetta di inseguire fantasmi e di dire che il mondo ce l’ha con lui, si chieda perché segmenti della maggioranza che lo accompagnavano lo lasciano». Secondo il presidente della Camera, «sarebbe auspicabile che Berlusconi prendesse atto che una maggioranza non c’è, che rassegnasse le dimissioni e aprisse, se ne è in grado, una fase politica del tutto nuova che comporta un appello a tutte le forze che stanno in Parlamento all’insegna della responsabilità del senso dello Stato, una fase nuova in cui forze politiche tradizionalmente operanti nel centrodestra potrebbero trovare le ragioni per una convergenza, una fase politica nuova con una nuova agenda economica, perché oggi serve un cambio di velocità».

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