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“I due presidenti”, ovvero Tony Blair Atto terzo

ROMA – Sbarcare a Washington per prendere lezioni da Bill Clinton su come si battono i conservatori. Dopo due mandati di Reagan, è stato lui a riportare nel 1992 i democratici alla Casa Bianca e un giovane politico sogna di fare lo stesso a Londra.

È Tony Blair, non ancora leader del partito laburista, che vola negli Stati Uniti per imparare i segreti della comunicazione e della strategia politica del neopresidente americano. Si apre così The special relationship, in Italia I due presidenti, l’ultimo film di Richard Loncraine, terzo capitolo della saga sull’ex primo ministro inglese dopo The Deal e The Queen di Stephen Frears. Nei panni di Blair, come nei due precedenti, ancora una volta Michael Sheen, affiancato da Helen McCrory, già Cherie Blair in The Queen. A interpretare Bill Clinton è invece Dennis Quaid, offuscato dalla bravissima Hope Davis, talentuosa attrice di teatro, che presta il volto a sua moglie Hillary.  

Il film si sviluppa in blocchi: l’accordo con l’Ira e la questione irlandese (uno dei grandi successi di Blair), lo scandalo a luci rosse di Clinton con la stagista Monica Lewinsky e la guerra in Kosovo. Nove anni di relazioni anglo-americane attraverso gli incontri-scontri tra i loro leader, intramezzati dai quadretti di vita privata delle due coppie. Ma il confronto con il precedente The Queen è appannaggio di quest’ultimo. Dennis Quaid non è Hellen Mirren e poi è risultato più affascinante aver svelato la vita di corte più che aver piazzato le telecamere nelle residenze private dei Clinton o dei Blair.

Ma chi esce vincitore tra i due leader? Per prima cosa sgombriamo il campo dalla presenza ingombrante di Hillary Clinton. Nell’episodio dell’affaire Lewinsky è lei ad uscirne vincitrice. E’ lei che va in tv a difendere il marito da ciò che considera un complotto della destra conservatrice che attacca il marito dal giorno dopo la sua elezione. Tra Blair e Clinton, invece, il confronto si conclude in pareggio. Per il primo ministro inglese la vittoria è sul campo: l’esito dell’intervento in Kosovo è sì frutto della strategia diplomatica di Clinton, ma quando Blair riferisce alla Camera inglese, i suoi deputati gli tributano una standing ovation. Lo stesso Clinton nell’ultimo incontro afferma che Blair sarebbe stato un ottimo presidente per gli Stati Uniti. Anche Clinton però porta a casa una vittoria. Pur sconfitto dal leader del New Labour nel classico gioco di ruoli dell’allievo che supera il maestro, la sua previsione, all’indomani della vittoria di Bush nel 2000, si rivela profetica. Blair continuerà a mantenere la “special relationship” con gli Stati Uniti a fianco di un presidente che Clinton considera alla stregua di un reazionario, e solo per ambizione personale. La storia gli darà ragione.

I due presidenti

Regia di Richard Loncraine
Con Michael Sheen (Tony Blair)
Helen McCrory (Cherie Blair)
Dennis Quaid (Bill Clinton)
Hope Davis (Hillary Clinton)
Scritto da Peter Morgan
Prodotto da Frank Doelger, Tracey Scoffield e Ann Wingate
Produttori esceutivi Kathleen Kennedy, Frank Marshall, Andrew Harries, Christine Langan e Peter Morgan

Trailer

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