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Il ritratto di Dorian Gray e lo specchio di Fini

ROMA – Ci vuole un po’di coraggio, per un esponente dell’attuale governo, anche se defilato, ad entrare in questi giorni di ribellione al liceo Orazio di Roma ancora in agitazione.

Gianfranco Fini, vecchia volpe, che sa come usare i media, pro domo sua, ieri lo ha fatto. Comunque sia, ci ha messo la faccia, e bisogna avercela ancora, una faccia senza maschera, per affrontare studenti agguerriti e inviperiti da un governo che giorno dopo giorno s’inventa leggi antilibertarie per cancellare il futuro alla maggior parte di essi, quelli che non hanno un padre ricco e/o ‘ammanicato’ politicamente.
Fini si presenta con il suoi simboli di Futuro e Libertà davanti ai cartelli che urlano: “Nè futuro nè libertà, da voi solo tagli e precarietà”. Il Presidente della Camera non si scompone: “Più le domande sono cattive, più mi diverto” li stuzzica sornione, gli studenti non aspettavano altro. Sono tanti i temi di cui vorrebbero parlare i liceali: riforma Gelmini, giustizia, eticità dei parlamentari che, seguendo il loro duce, hanno perso la propria immagine davanti a quegli italiani che sanno ancora distinguere l’oro dalla m … .

Gli studenti dimostrano di sapersi difendere anche quando alcuni militanti del Pdl entrano nell’Aula per contestare Fini: “È il nostro incontro, abbiamo le nostre domande”. Fini però accetta l’agone e risponde alle domande della consigliera municipale del Pdl del IV Municipio, Jessica De Napoli, la quale, inconsapevolmente,  offre a Fini una risposta micidiale su un piatto d’argento: alla domanda dalla Jessica, sulla sua poca coerenza politica, Fini la fulmina con una risposta carica di immagini eloquenti: “C’è un momento la mattina in cui mi guardo allo specchio e mi rammento che c’è un limite oltre il quale si perde la dignità. Per te evidentemente non c’è, ma è un problema tuo”.

Non siamo certamente qui a tessere sperticate lodi a Gianfranco Fini, non ci si dimentica che egli è stato con il Cavaliere per tantissimi anni e che è stato il responsabile di una legge, la Bossi Fini, la quale da una parte ha rafforzato la Lega e dall’altra ha aperto di fatto le porte a leggi sempre più xenofobe e razziste.

Chiarito questo vorremmo però riprendere la sua frase “C’è un momento la mattina in cui mi guardo allo specchio e mi rammento che c’è un limite oltre il quale si perde la dignità.” Per ricordare ai nostri politici, tutti, che quando ci si guarda allo specchio e non si riconosce più la propria immagine umana vuol dire che c’è qualcosa che non va.

Vi sono due strade: annullare la propria dignità umana occultando la propria immagine interna in un abbaino, dove inesorabilmente diverrà mostruosa, come fece il Dorian Gray di Oscar Wilde,  oppure cominciare un percorso di crisi per poi sceglier di non starci più a scelte politiche che con un eufemismo potremmo chiamare incoerenti, ma che un buon psichiatra definirebbe schizofreniche.
D’accordo c’è da mandare a casa ‘l’innominabile’, è doveroso, e forse molti italiani  faranno ancora un grande sforzo sovraumano per andare a votare partiti dove la coerenza è solo un miraggio. Ma poi basta si deve ricominciare da capo. Non si può essere clericali e di sinistra come dice Vendola: ce lo deve dire Busi, dio ce ne scampi e liberi, che essere di sinistra e essere clericali è un ossimoro inconciliabile? Ma poi basta perché non si possono per anni avere nei partiti, cosiddetti di sinistra, dei personaggi come la Binetti, ma neppure come la Bindi che prima di pensare di politica passa a prendere le veline in Vaticano.

Si deve ricominciare da capo, riconoscendo la propria immagine umana allo specchio. Chi sceglie la parola sinistra può anche momentaneamente non governare, ma deve scegliere e difendere, i temi laici, la giustizia sociale, cercare di far coincidere, il più possibile, i principi di libertà e uguaglianza umana. Deve capire profondamente che la religione nella sua emanazione occidentale, la Chiesa cattolica, ha sempre cercato pervicacemente di annichilire i principi fondanti della sinistra. Ricordiamoci dei rappresentanti della Teologia della liberazione perseguitati ed uccisi dai fedeli alla chiesa di Roma, e del Cardinal Romero assassinato dai killer al soldo degli amici dell’Opus Dei.

Chi si definisce di Sinistra deve saper riconoscere cosa sia inconciliabile con l’immagine contenuta in quella parola, e rifiutarlo.
I partiti per potersi definire di sinistra devono saper riconoscere i movimenti, le teorie e le idee nuove che appartengono per nascita alla parola ‘Sinistra’ e dargli spazio politico.

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