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Manifestazione riuscita, il discorso di Bersani: ”Berlusconi deve andare a casa … ”

ROMA – Già da Piazza della Repubblica si intuiva che la manifestazione promossa dal Pd sarebbe diventata un successo di pubblico. 

“Il percorso è già pieno, anche Piazza San Giovanni è affollata e Roma sta dando un contributo eccezionale». Lo dice ai giornalisti il segretario del Pd di Roma Marco Miccoli già alle 14.30. Stavano giungendo buone notizie dai vari punti della città: le piazze e le vie di Roma si stavano gonfiando come un fiume in piena di gente civile che oggi vuole soprattutto un’Italia che ricominci a parlare dei bisogni e delle esigenze del popolo italiano e non di Berlusconi.
“Una bella boccata d’ossigeno per tutti gli italiani che cercano una speranza e per tutti quelli che hanno capito che la destra non può più governare”. Questo ha affermato il presidente della Provincia di Roma Nicola Zingaretti. “Non è vero che dopo Berlusconi c’è il nulla – ha aggiunto – perché ci sono persone pronte a governare. Spero che oggi abbiamo gettato il seme di cui avevamo bisogno per voltare pagina”.

Poco dopo le 15.30 Bersani sale sul palco: “Siete una meraviglia. Siete tanti, tantissimi giovani qui c’è l’Italia di domani … “.  Così il segretario del Pd saluta la moltitudine che ha gremito piazza San Giovanni, subito interrotto da un lungo coro ‘Bersani, Bersani.’ Il segretario accoglie per un po’  l’ovazione, poi, forse ricordandosi di ciò che ha detto giovedì alla trasmissione della Gruber 8 1/2 sul suo rapporto con la realtà, taglia corto: “Forza, cominciano che fa freddo”.

“Non si può andare avanti così, ci vuole un cambio di passo: Berlusconi deve andare a casa». Queste sono le sue prime parole, poi continua: “Pensiamo che l’Italia sia ben migliore di quello che le capita ormai da troppo tempo, pensiamo che non si possa più andare avanti così. L’Italia ha bisogno di una democrazia costituzionale rinnovata, solida e normale (…) C’è una crisi seria che ci accompagnerà per un tempo non breve. Ci vuole un cambio di passo, lo sappiamo non si può certo cambiare in un giorno. Ce l’abbiamo la patente per fare l’opposizione, perbacco. Non abbiamo bisogno di maestri che ci tirino la giacca tutti i giorni. (…) La crisi politica del centro destra c’è ed è senza rimedio e in ogni caso martedì prossimo, comunque vadano le cose, la crisi sarà certificata, non la risolvono con la compravendita di due o tre voti, con pratiche vergognose che fanno arrossire l’Italia davanti al mondo. Vergogna Vergogna. Pensano di cavarsela – domanda Bersani – facendo rifornimento con un deputato o due. Dove sperano di arrivare. A Natale? Alla Befana? (…) Noi lavoreremo fino all’ultimo perché da martedì venga un primo passo su una strada nuova, il segno che si può cominciare a voltare pagina lavorando come abbiamo fatto fin qui con i nostri gruppi parlamentari e non con le compravendite. (…) Non si tratta solo di cambiare un governo. C’è una fase della storia politica da oltrepassare, una questione di sistema da affrontare”.

Così conclude il suo discorso Bersani. Poi acclamato scende dal palco e la folla, più certa di potercela fare, comincia a scemare verso casa con un’immagine di speranza, facendoci pensare che nelle strade e nelle piazze di Roma oggi si è venuti per dire no a Berlusconi e ai suoi camerati che, con i loro patti scellerati con mafia, poteri forti e Chiesa cattolica, impoveriscono e tengono in ostaggio l’Italia da sedici anni.
Prima del comizio di Bersani era salita sul palco della manifestazione, con un felice fuori programma, Fiorella Mannoia, non era prevista dalla scaletta dei cantanti che dovevano animare la piazza. La Mannoia ha duettato con  Roy Paci e si è messa a cantare la famosa canzone di Manu Chao ‘Clandestino’ forse per ricordare, alla gente riunitasi oggi in questa grande manifestazione popolare e democratica, che il periodo della clandestinità civile per coloro che vogliono vivere in un luogo umano e giusto sta volgendo al termine.

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