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Non si vive di solo Pil

ROMA – Periodicamente riaffiora un dibattito che coesiste da sempre con la misura del Prodotto Interno Lordo, ovvero la sua reale utilità come strumento di valutazione del benessere di un paese.

Il Pil è infatti una grandezza che misura la produzione totale di beni e servizi di una economia e riesce ad essere influenzata in maniera, a tratti, completamente folle ed isterica.
Crolla un ponte, esplode una cisterna o arriva una piena che fa danni per milioni di euro? I dati del Pil ci dicono che siamo più ricchi dell’anno precedente perché abbiamo messo in piedi un nuovo cantiere, pagato nuovi stipendi, creato posti di lavoro.
Una fila di auto imbottigliate ore in tangenziale è bene o male? Per il Pil è bene perché stanno consumando carburante e quindi, seppur immobili, stanno facendo muovere l’economia.

Tra le varie proposte alternative o integrative al Pil, ovvero capaci di dare una informazione su tutto quanto fa il benessere di una persona o di una società, sia essa piccola come la famiglia o grande come una regione o una nazione, la Campagna Sbilanciamoci! ha elaborato i Quars, l’Indice di Qualità Regionale dello Sviluppo.

I Quars sono quindi uno strumento per misurare lo sviluppo anche in termini di qualità e non di sola quantità, i 41 indicatori che contribuiscono alla formazione dei Quars sono raccolti in 7 categorie che includono ambiente, economia e lavoro, diritti e cittadinanza, salute, istruzione e cultura, le pari Opportunità e la partecipazione.

Il tentativo di ‘pesare’ la ricchezza regionale con indici diversi dal mero valore economico portava ad esempio la Lombardia nel 2009, prima regione italiana come Pil pro capite, ad essere solo al settimo posto nella valutazione complessiva scontando risultati molto negativi soprattutto nella classifica relativa all’ambiente dove finiva penultima davanti alla sola, e solita, Campania.

Nella speciale classifica del 2009 chiudevano in testa il Trentino con distacco su Emilia Romagna e Valle d’Aosta quasi appaiati, il che portava la Campagna Sbilanciamoci! a concludere che una “regione può anche avere il Pil pro capite molto alto, senza che questo significhi una qualità della vita molto alta per i suoi abitanti.” E seppur “con maggiori risorse, si hanno maggiori possibilità di promuovere politiche per raggiungere gli obiettivi di un modello di sviluppo diverso” “si può fare anche altro: devastare i territori con infrastrutture inutili o nuove strade, sostenere l’apertura di imprese nocive all’ambiente o cementificare il territorio, aiutare la privatizzazione dei servizi.”.

Il nuovo Rapporto Quars relativo al 2010 verrà presentato il prossimo 16 dicembre X Conferenza Nazionale di Statistica ma a prescindere dai risultati che otterrano le regioni italiane l’insegnamento della campagna è che non si vive di solo Pil e di sola ricchezza prodotta ma anche, e soprattutto, di qualità della spesa e degli investimenti, dell’ambiente e del lavoro.

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