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Proposta dell’ultima ora dei finiani: premier si dimetta dopo il voto al Senato

ROMA – I finiani sul punto di fondere trovano un accordo dell’ultima ora. Il premier si dimetta dopo il voto di fiducia al Senato e il Fli si asterrà alla Camera. Tutti e 35 i deputati di Fli hanno sottoscritto compatti – dopo una lunga trattativa di Fini con le colombe e i vertici futuristi – il documento di mediazione. Le colombe sono così rientrate in una logica unitaria del gruppo, accettando però che, se il premier non dovesse cogliere questo estremo appello, i gruppi Fli voteranno compatti la mozione di sfiducia presentata «escludendo – recita il documento – ogni ipotesi di governo che possa prefigurare ribaltoni, per sostenere di fatto un governo di centrodestra presieduto da un’altra personalità».

Sembra incredibile che tutte le perorazioni contro Berlusconi degli ultimi mesi si stiano risolvendo in una risibile Canossa, ma è quello che sta accadendo in queste ore. Berlusconi, che ha capito come stanno volgendo le cose, ha respinto l’ultimatum e ha ribadito che non presenterà le dimissioni. Oramai, è convinto di potercela fare anche alla Camera e da quanto sta emergendo nel gruppo dei finiani, sembra possibile che ciò avvenga.

Intanto oggi si è celebrato il “Moffa Day”

Qualcuno lo ha ribattezzato il ‘Moffa day’. Rivedendo il film della giornata Silvano Moffa è stato il più corteggiato della vigilia del voto di fiducia in Parlamento. In mattinata scende in campo personalmente Gianfranco Fini per convincerlo a votare la sfiducia al governo. Il presidente della Camera si presenta nello studio del presidente della commissione Lavoro di Montecitorio. Nel pomeriggio i due tornano a vedersi, ma stavolta nell’ufficio dell’inquilino di Montecitorio. Tra gli emissari dell’ex leader di An ci sono Andrea Ronchi e Adolfo Urso. Il pressing si fa sempre più forte nelle ultime ore. E si traduce in un documento, al quale lavora soprattutto Moffa,che chiede a Silvio Berlusconi di dimettersi prima del voto a Montecitorio in cambio dell’astensione di Fli al Senato. Il testo proposto dai finiani viene bocciato dal Pdl: «Berlusconi non accetta diktat da nessuno». In serata Moffa ha un nuovo incontro con l’ex leader di An e attende la replica del Cavaliere alla Camera prima di sciogliere ogni riserva sul suo orientamento. Allo stato, sono quattro le colombe finiane ancora indecise: oltre a Moffa, Catia Polidori, Maria Grazia Siliquini, e Giuseppe Consolo. Un altro round andrà in scena questa sera con la riunione di Fli con Gianfranco Fini, nella sede di Farefuturo. Intanto, il Pdl non sta a guardare. Lo stesso Berlusconi si sarebbe messo al telefono per convincere gli ‘indecisì a sostenerlo. Ieri, riferiscono fonti parlamentari del Popolo della libertà, ci sarebbero stati contatti telefonici tra Moffa e il presidente del Consiglio. Secondo le stesse fonti, per l’esponente finiano sarebbe offerto la possibilità di guidare un ministero di peso, mentre per Siliquini e Polidori. Questo ‘rimpastinò desta più di qualche perplessità tra i parlamentari di Fli, che assicurano un recupero di Moffa entro sera.

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