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Pakistan: attentato contro sciiti a Peshawar

ISLAMABAD – Ancora sangue sciita versato durante l’Ashura. Stamani a Peshawar, nel nordovest del Pakistan, un ordigno è esploso al passaggio di una processione.

Si è trattato di una bomba a mano lanciata da un attentatore che è poi, riuscito a fuggire. L’attentatore ha cercato la strage, ma per fortuna si sono registrati solo una ventina di feriti. Tra le persone rimaste ferite purtroppo diverse sono donne e bambini. L’attentato si è verificato in una delle piazze di Peshawar mentre erano in corso le celebrazioni per l’Ashura. Si tratta della festa con cui il mondo musulmano sciita commemora la morte del nipote di Maometto, Imam Hussein, uno dei loro santi più venerati, avvenuta nel 680. Nel Paese asiatico lo stato d’allerta delle forze di sicurezza è al massimo. Il governo di Islamabad, nel timore di possibili attacchi terroristici, in occasione della Ashura, che domani entra nel decimo giorno del Muharram, primo mese del calendario islamico, ha disposto anche la chiusura, oggi e domani, del posto di frontiera di Torkham. Si tratta del varco che si trova nella Khyber Agency pachistana al confine con l’Afghanistan.

 

L’immediata conseguenza è stata che nessun, nemmeno i convogli della NATO con rifornimenti per le truppe in Afghanistan, vi ha potuto transitare. Ogni anno, in queste giornate di festa per gli sciiti, entrano sempre in azione terroristi che mietono vittime tra i fedeli. In Pakistan gli sciiti sono in minoranza e sempre più spesso sono obiettivi degli attacchi degli integralisti islamici filo talebani o delle organizzazioni estremistiche sunnite. Gli attentatori colpiscono in occasione di cerimonie religiose e durante la preghiera del venerdì. Quale occasione migliore per ottenere il maggior numero di vittime se non colpire tra la folla. La conferma oggi quando sempre a Peshawar, le forze di sicurezza pachistane hanno sventato altri possibili attentati. In tutto sono stati ben cinque gli ordigni individuati e disinnescati.

 

Si trattava di ordigni azionabili a distanza e che erano stati posizionati in vari punti della città pachistana. Per gli inquirenti nessun dubbio che gli ordigni dovevano servire per compiere attentati nel corso delle odierne celebrazioni per l’Ashura. Mentre a Karachi, altra città pachistana in cui la popolazione sciita è numerosa, sono stati arrestati dalla polizia quattro terroristi del gruppo Lashkar-e-Jhangvi e sequestrati 22 kili di esplosivo del tipo utilizzato per preparare giubbotti esplosivi che vengono utilizzati negli attentati suicidi. Nel corso di perquisizioni nelle loro case sono stati rinvenuti anche giubbotti esplosivi pronti all’uso. Dall’interrogatorio di uno degli arrestati, Imam-ud-Din alias Maavia sono emerse certezze che il gruppo aveva progettato di compiere degli attentati in città durante la processione per la celebrazione dell’Ashura. Giusto un anno fa, proprio in occasione dell’Ashura, nella città venne compiuto un attentato in cui persero la vita 43 persone. Attentato poi, rivendicato dai Talebani. Karachi, come Peshawar, è la città in cui ultimamente si sono registrati i più sanguinosi attentati. Il Paese tutto, da anni è sconvolto da attentati a causa della lotta ingaggiata con i ribelli islamici filo talebani e i miliziani di al Qaeda. Ribelli che dal confinante Afghanistan hanno stabilito le loro basi nelle aree tribali pachistane.
Ferdinando Pelliccia

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