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Governo di pasticcioni. Il ddl Gelmini in via di approvazione con due norme che si contraddicono

ROMA – Sta andando per le lunghe l’approvazione definitiva del disegno di legge Gelmini sull’Università e il Governo sta dimostrando tutta la sua incapacità di far approvare dal Parlamento norme coerenti. Nel testo in esame in Senato, infatti, vi sono due norme che si elidono a vicenda.

Le opposizioni (Pd e Idv) vogliono che siano corrette con un emendamento ma ciò allungherebbe oltremodo i tempi di approvazione perché il testo così riformato dovrebbe per forza tornare alla Camera dei deputati. La maggioranza ha allora pensato di approvare il disegno di legge così com’è e di emendarlo con una norma “ad hoc” da introdurre nel decreto milleproroghe, che sarà approvato entro il 31 dicembre.

Questa maggioranza non è nuova a stravolgimenti del procedimento di approvazione delle leggi. La cosiddetta “riforma” della scuola secondaria superiore è stata applicata senza attendere l’emanazione dei decreti applicativi (cioè quelle fonti secondarie che regolano nel dettaglio le fattispecie introdotte dalle norme di legge e che, sovente, sono ancora più importanti delle leggi stesse). Così, ad esempio, la riduzione dell’orario scolastico è entrato in vigore quest’anno senza che l’iter procedimentale abbia concluso il suo percorso, perché Tremonti si attendeva effetti immediati sui risparmi di spesa dei forsennati tagli imposti alla scuola pubblica.

Lo stravolgimento di qualsiasi regola fa parte del dna di questa maggioranza, che concepisce la politica e la democrazia alla stregua di un’azienda dove è necessario eliminare i “tempi morti” imposti dalle procedure democratiche.

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