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Stefania Prestigiacomo: “Basta, vado via, non mi riconosco più nel Pdl”

ROMA – La scena si svolge quando l’Aula deve esaminare l’articolo 5 della proposta di legge sul’imprenditorialità ed il sostegno al reddito, il quale contiene «disposizioni in materia ambientale». In particolare, l’articolo in via transitoria, esonera le imprese costituite da disoccupati e cassintegrati dagli obblighi previsti in materia di comunicazione e catasto dei rifiuti, di registro di carico e scarico dei rifiuti e di iscrizione all’Albo nazionale dei gestori ambientali.

Sulla norma, difesa dalla maggioranza ma anche dal presidente della commissione Lavoro, Silvano Moffa (ex Pdl, poi Fli, ora Misto) il ministro Prestigiacomo aveva chiesto di soprassedere, osservando che quell’articolo si sovrappone alle novità che già sono in cantiere in materia di smaltimento dei rifiuti, aggiungendo che il ministro del Lavoro, Maurizio Sacconi, si era impegnato a presentare parere contrario sull’articolo 5. Fli ed Udc hanno appoggiato la richiesta di rinvio in Commissione, avanzata dal Pd, passata per soli tre voti. A quel punto, Prestigiacomo ha preso le sue carte ed ha abbandonato l’Aula. Visibilmente scossa e in lacrime, Stefania Prestigiacomo dice ai giornalisti che di «non riconoscersi più» nel Pdl. In polemica con Fabrizio Cicchitto, sottolinea: «sono amareggiata per come sono andate le cose in Aula, pertanto, non mi riconosco più in questo Pdl, mi dimetto, me ne vado al gruppo misto, ma resto al governo. Ovviamente poi chiarirò tutto questo con il presidente Berlusconi». «Di sicuro – aggiunge Prestigiacomo – Fabrizio Cicchitto non può essere più il mio capogruppo».

Numerose le reazioni alla notizia. Secondo Pierluigi Bersani, segretario del Pd, «la situazione è questa: è evidente che anche il centrodestra non crede a quel che dice cioè che il Paese è governabile e possono garantire la stabilità. Ogni giorno si testimonia un altro film, dal 14 dicembre è successo qualcosa e aver salvato la pelle non vuol dire aver salvato la prospettiva». Secondo Leoluca Orlando, portavoce dell’Idv, «l’Udc ormai ha gettato la maschera: è uscito dall’opposizione e si è candidato ad entrare nel governo, tentando di cacciare il ministro Prestigiacomo che aveva dato ragione all’Italia dei Valori e alle altre opposizioni in merito al ritiro dell’articolo 5 della legge sulla libera imprenditorialità. Una vera e propria licenza per i traffici illeciti dei rifiuti tossici». Per il presidente dei senatori del Pd Anna Finocchiaro «le dimissioni di Stefania Prestigiacomo dal Pdl e il suo passaggio al gruppo misto testimoniano ancora una volta che questo governo e questa maggioranza non ci sono più. La fiducia del 14 è stata solo numerica. Ma politicamente sono finiti. Noi e il Paese ne siamo consapevoli. Non riesco a capire come facciano Berlusconi e i suoi amici a non rendersene conto».

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