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Studenti in piazza: I diritti non si meritano, si conquistano”

Studenti in piazza in tutta Italia. Molti i cortei lucidi, disincantati e pacifici, colmi di studenti delusi dalla politica di governo e decisi a riprendersi il diritto negato: lo studio

ROMA – Oggi 22 dicembre gli studenti dell’Università di Tor Vergata e dei  licei Lombardo Radice ed Edoardo Amaldi hanno invaso i municipi di Roma sud. Partendo dalla facoltà di Scienze Matematiche Fisiche e Naturali, il corteo studentesco ha invaso le arterie  stradali più importanti dove si sono realizzati una serie di blocchi  stradali in corrispondenza dei passaggi pedonali e vari volantinaggi. La scelta di rimanere nel proprio territorio di riferimento, rendono noto i studenti della seconda Università romana,  è  spinta dalla necessità di voler  comunicare con i cittadini di questi quartieri e dare  molta più centralità alle periferie.
La protesta contro il disegno di legge Gelmini, si intreccia con quella  svolta pacificamente in tutte le altre piazze d’Italia. Solo a Palermo e a Milano si sono vissuti minuti di tensione. Nel capoluogo siciliano si sono verificati gli scontri più duri: sassaiole, cassonetti di rifiuti rovesciati in mezzo alle strade, l’occupazione della Regione siciliana e lanci di bottiglie contro il portone della Questura.  Nel resto della capitale i cortei degli studenti e dei lavoratori questa mattina sono partiti da Piramide,  piazzale Ostiense e da piazzale Aldo Moro e terminati nel primo pomeriggio. Dopo aver sfiorato il ministero dell’Istruzione, i manifestanti sono ritornati in piazza Risorgimento senza creare nessun problema di ordine pubblico. Annunciato anche un corteo per domattina alle 9 in piazzale Clodio dove si celebrerà il primo processo per i 23 ragazzi arrestati nel corso della manifestazione contro il ddl Gelmini del 14 dicembre scorso.

Sempre nella Capitale,  11 delegati dagli studenti ha varcato la soglia del Quirinale e sono stati invitati a parlare con il presidente della Repubblica Giorgio Napolitano. “Gli chiederemo se questa legge è consona alla nostra costituzione – ha detto uno di loro – ma potremo essere più precisi dopo il colloquio”. Nel pomeriggio un boato di gioia aveva accolto la decisione del capo dello Stato Napolitano di incontrare gli studenti come richiesto ieri dai ragazzi con una lettera indirizzata anche al sindaco Alemanno, al prefetto e al questore. Il Presidente Napolitano “rappresenta oggi l’unico interlocutore istituzionale credibile”. E’ quanto affermano i rappresentanti della Rete della conoscenza, secondo cui il corteo che si è svolto oggi a Roma “ha dato una grande dimostrazione della maturità del movimento studentesco, che di sicuro è più maturo di chi rappresenta oggi il paese in Parlamento”.

La giornata è stata segnata da un dolente fatto di cronaca: la morte questa mattina di un operaio proprio in un cantiere nei pressi della facoltà di Giurisprudenza dell’Università ‘La Sapienza’.  Appresa la notizia, un gruppo di studenti, dopo aver partecipato al corteo, si è raccolto nel cantiere . Molte le scritte che chiedono “vendetta”, comparse sui muri delle facoltà: “22 dicembre, un operaio è morto: vendetta” si legge sui pannelli intorno al cantiere nel quale lavorava l’operaio.

“Non si è giunti ad alcuna intesa. Le opposizioni fanno legittimamente ostruzionismo e il Senato proseguirà i lavori ad oltranza. Questa sera c’é una seduta notturna fino a mezzanotte e domani votazioni non stop e spero che il ddl sia approvato entro domani sera”. Queste le parole dette dal presidente del Senato, Renato Schifani, durante il brindisi di Natale, alla stampa parlamentare, ai quali spiega come si procede in Aula sulla riforma universitaria augurandosi che non si ripetano “momenti di tensione perché il clima nel Paese è estremamente teso”.
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