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Tron Legacy: il seguito del film culto degli anno 80

Jeff Bridges torna nei panni di  Kevin Flynn per sconfiggere i pericoli della rete. Colonna sonora del duo francese Daft Punk

E finalmente ci siamo. Dopo una lunga attesa e tanta (troppa) pubblicità è giunto nelle sale cinematografiche italiane il seguito di Tron, film culto degli anni ottanta che ha lasciato il segno nelle menti di generazioni di adolescenti e non solo per le sue atmosfere fantascientifiche e per le sue profezie sulla rete. Tron Legacy, diretto dall’esordiente Joseph Kosinski (il precedente si avvalse della regia dall’ottimo Steven Lisberger) e prodotto da Steven Spielberg (casa di produzione LivePlanet e Walt Disney Productions), recupera gli attori Jeff Bridges e Bruce Boxleitner nei loro vecchi ruoli. In particolare, Jeff Bridges torna nei panni del coraggioso e spericolato Kevin Flynn che, in passato, era riuscito a sconfiggere il Master Control Program ed ora si ritrova a fare da padre-mentore del suo figliolo Garrett Hedlund, ventenne esperto di tecnologie (come quasi tutti i giovani di questo millennio) che viene catapultato, suo malgrado, nello stesso mondo di crudeli programmi e di giochi da gladiatore con cui dovette confrontarsi il genitore più di 30 anni fa.

 

Rispetto alla precedente pellicola cinematografica, Tron Legacy oltre all’ausilio della spettacolarità della tecnologia 3D, può contare su effetti speciali coinvolgenti, sulla splendida colonna sonora dell’inossidabile duo francese Daft Punk (tra le musiche appare però anche la canzone Separate Ways del gruppo rock Journey), sulla rapidità e la velocità del montaggio e sulla perfezione delle immagini, ma difetta in modo quasi irritante per l’intreccio prevedibile della trama (qui si vedono i limiti evidenti della sceneggiatura) e per la scarsa credibilità dei personaggi che sembrano partoriti dalla mente di un creatore di videoclip o videogiochi. Nemmeno la sensualità di Quorra (interpretata dalla fredda e mono-espressiva Olivia Wilde), amica fidata di Kevin e abitante di Tron, riesce a dare quel pizzico di novità ad un film che non aggiunge nulla al genere e si muove su un binario già tracciato. E’ vero che si tratta di un film di fantascienza, ma questo non esime la regia dalle sue colpe per i dialoghi stereotipati, per la fissità degli attori, per la l’esagerata patinatura delle inquadrature, la prevedibilità della storia. Peccato perché poteva trattarsi di un’occasione per continuare a sviluppare il discorso sui pericoli della rete e sulle derive di certi meccanismi di controllo e che invece resta impantanato sull’auto-compiacimento tecnico ed estetico e sugli obblighi di distrazione e intrattenimento del pubblico pagante. Una pellicola adatta per chi vuole trascorrere due ore di svago senza impegnarsi troppo.

Trailer



Trailer fornito da Filmtrailer.com

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