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Vita, morte e miracoli di Vallanzasca. In uscita il film di Michele Placido

E’ in uscita, il 21 gennaio, l’ultimo film di Michele Placido “Vallanzasca – Gli Angeli del Male” presentato, con clamore mediatico, alla 67^ Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica di Venezia

Nel bene e nel male Renato Vallanzasca continua a far parlare di sé. Le polemiche non sono mancate neanche il giorno della presentazione al Lido del film di Michele Placido ispirato alla vita del bandito della Comasina. Le critiche più infervorate si incentrano sulla resa artistica di Kim Rossi Stuart (che ha interpretato Vallanzasca) considerato da molti troppo bello e simpatico rispetto a un criminale che si è macchiato di delitti orribili. In questo clima i parenti delle vittime hanno fatto sentire la loro voce, risentiti.

“Ci sono persone che stanno in Parlamento e hanno fatto peggio di Vallanzasca”. Così si è espresso il regista alla conferenza stampa al Lido, di fronte a una domanda – per la verità un po’ capziosa – rivoltagli da un giornalista in vena di pseudo scoop. E’ indubbio che questo film è destinato a sollevare polveroni che sfiorano la politica, a suscitare reazioni indignate da parte dei familiari delle vittime e ad alimentare le polemiche di cui si faranno sicuramente portavoce solerti associazioni culturali già sul piede di guerra.

La storia del film si concentra essenzialmente sulla vita rocambolesca del bel René, con accenti particolari sugli amori, le imprese criminali, gli arresti e le fughe dal carcere componendo un mosaico a tinte forti della storia italiana degli ultimi decenni. Siamo nella Milano degli anni settanta – ottanta, scintillante e contraddittoria,  e la malavita locale subisce l’influenza incontrastata del criminale Francis Turatello, chiamato anche “faccia d’angelo”. Gli equilibri si rompono quando appare sulla scena del crimine milanese il giovane René con la sua banda. La trama si dipana sulle storie di questo gruppo di amici d’infanzia, con problemi di droga e piccola delinquenza che vuole fare il grande salto. E così dai piccoli furtarelli si passa agli omicidi e i soldi portano lusso, donne, bella vita ed è l’inizio della fine. La macchina da presa sta attaccata addosso al bandito della Comasina, lo segue passo passo, ne indaga umori e contraddizioni, qualche volta c’è compiacimento, ma l’impianto stilistico sembra essere adeguato, anche perché Renato Vallanzasca, ormai è acclarato, era sì un angelo del male, ma con una grande capacità di seduzione che Kim Rossi Stuart ha reso egregiamente rimanendo fedele al personaggio che ha anche incontrato in un paio di occasioni.

Insomma siamo dalle parti di “Romanzo Criminale” con la differenza che questo è stato sì un grande affresco su un’epoca anche se si percepisce l’importanza di avere alle spalle un grande romanzo come quello scritto da Giancarlo De Cataldo, qui, in “Vallanzasca – Gli Angeli del Male” è il ritratto di un uomo più che il paesaggio circostante a reggere la storia ed infatti le fondamenta letterarie del film sono costituite dall’autobiografia, “il Fiore del Male”, scritta da Renato Vallanzasca nel 1999 con la collaborazione del giornalista Carlo Bonini.

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