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Rugby. Montepaschi Aironi butta alle ortiche il derby, festeggia Benetton Treviso

La prima novità, rispetto al derby d’andata, è il sole che splende sullo stadio Luigi Zaffanella di Viadana (Mn) e che rende la ‘rivincita’ ancora più godibile.

In campo, invece, c’è una squadra assoluta protagonista del derby italiano di ritorno: è il Montepaschi Aironi. I padroni di casa di nero vestiti prima si portano in vantaggio poi, in preda alla follia autolesionistica, si fanno rimontare dal Benetton Treviso che festeggia l’imbattibilità tutta italiana e la prima vittoria esterna della stagione.

La vittoria di Treviso

Gli Aironi partono con maggiore convinzione, mentre i trevigiani griffati Benetton si mantengono guardinghi in difesa. Le mischie si equivalgono con un impercettibile predominio del Benetton, almeno a giudizio dell’arbitro che punisce spesso il pilone destro degli Aironi, Staibano. In campo Treviso sembra ancora fermo a sette giorni orsono e soprattutto la sua organizzazione difensiva è deficitaria tanto da costringere i singoli difensori a commettere falli in ruck. L’arbitro, il francese Gauzere, decide che la misura è colma e sventola il giallo sopra la testa di Dingo Williams che si accomoda sulla panchina dei ‘cattivi’, mentre Tebaldi mette a referto i primi tre punti della partita.

Per fortuna del Treviso ci pensa subito Toniolatti a ristabilire la parità numerica degli uomini in campo producendosi in un placcaggio pericoloso, inutile (stazionavano nella metà campo del treviso) quanto deleterio (10 minuti in compagnia di Dingo Williams sulla panca dei puniti). I leoni della Marca sfruttano le azioni successive per propiziarsi un calcio che rimette in parità la partita. Tentano in tutti i modi di sfruttare il disorientamento degli Aironi, ma vengono fermati da un astuto furto dell’ovale dell’airone Marshall ai danni di uno spento Burton, che dà il là ad un veloce capovolgimento di fronte che frutta ai padroni di casa la prima meta dell’incontro segnata da Josh Sole. Gli Aironi, assoluti protagonisti del match, commettono ripetutamente dei falli in touche che costano loro il secondo giallo in meno di dieci minuti (è la volta di Bortolami di affollare la panca dei puniti) e uno schieramento che oppone 13 giocatori ai 15 di Treviso. Sul finire del primo tempo, in seguito ad un fallo in fase di mischia chiusa, i trevigiani riescono ad accorciare le distanze con un piazzato del mediano di mischia Tobias Botes.

Al ritorno in campo, Treviso è più vitale e attacca con più convinzione. Peccato che finisca a disputare una serie innumerevole di mischie all’interno dei propri ventidue. I due pack avversari battagliano per oltre dieci minuti, fin quando l’arbitro non assegna la meta tecnica che Tebaldi trasforma agevolmente. Treviso reagisce con veemenza, ma con pochissima organizzazione, tanto che più volte perde l’ovale. Tuttavia, per non smentire il “leit motiv” della partita, gli Aironi si complicano puntualmente la vita riconsegnando il gioco ai trevigiani che, su azione insistita, segnano la loro prima meta dell’incontro, nonché la prima in assoluto contro gli Aironi. Botes trasforma e riporta il Benetton a due punti di distanza dagli avversari.

La partita cambia radicalmente volto, anche a causa della girandola di sostituzioni che modifica i XV in campo, e si entra nell’ultimo quarto con i bianco verdi ospiti che hanno saldamente in mano il pallino del gioco. Tanto basta loro per guadagnarsi un piazzato che Burton calcia in mezzo ai pali per la seconda vittoria di fila nei derby italiani. Gli Aironi hanno gettato alle ortiche il derby che per molto tempo hanno rischiato di vincere. Per un punto devono rimandare il primo risultato utile in Magners League.

Arrivederci nel 2011

Finito l’anno, si dice, bisogna lasciarsi dietro tutte le scorie dei 365 giorni passati e buttarsi sui buoni propositi. Fossimo gli Aironi saremmo, invece, decisi a trascinarci il bagaglio di errori ed orrori messi in pratica oggi. Se non altro con la funzione di futuro monito. Buttare alle ortiche una partita è già di per sé molto grave, farlo contro una ‘compaesana’ punge nell’orgoglio. Il secondo derby celtico “made in Italy” lo hanno perso gli Aironi, punto. Non che Treviso abbia demeritato, ma sono stati i padroni di casa a farsi sfuggire dalle mani un’occasione d’oro dimostrando uno scarso cinismo che potrebbe essere il primo problema del nuovo anno. E’ indubbio, ciononostante, che da inizio stagione una crescita sostanziale ci sia stata e prova ne sono la caparbietà e l’atteggiamento dimostrati. Bisognerebbe ripartire proprio da qui.

Treviso, dal canto suo, chiude ottimamente il 2010 andando a cogliere lontano dalle mura di Monigo la prima vittoria esterna della stagione. Un’andatura non ancora sicura, ma vedere 6 nella colonna delle vittorie su 11 match disputati deve essere di sprono per fare meglio. Da premiare la testarda abnegazione e il carattere che dimostrano, ma da rivedere e al più presto la tenuta mentale e disciplinare degli uomini della Marca.

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