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ROMA – La tragedia di Sarah Scazzi, la quindicenne di Avetrana uccisa e gettata in un pozzo il 26 agosto scorso, non smette di alimentare un morboso circuito mediatico che, proprio in queste ore, vede l’entrata in scena di un ex tronista, nuova categoria antropologica targata Maria De Filippi.

L’aitante giovane risponde al nome di Giovanni Conversano, volto sorridente e fisico scolpito, ritratto in un calendario insieme ad alcuni cani randagi per sostenere l’associazione “Sarah per sempre”, fondata dal fratello Claudio Scazzi e impegnata nella realizzazione di un canile ad Avetrana in memoria della quindicenne scomparsa.
Dopo una serata organizzata a Milano, nella discoteca Hollywood Living, questa sera si replica ad Avetrana, presso l’oratorio del Sacro Cuore, alla presenza del sindaco Mario de Marco. Ad insorgere è Emanuele Micelli, presidente della Pro Loco di Avetrana, che in una lettera contesta la scelta dell’amministrazione comunale di affiggere i manifesti per la presentazione del calendario, con relativo annuncio della presenza di Conversano, dando così vita ad un contesto “non adeguato assolutamente alla tragedia della nostra piccola Sarah”. Accuse che Claudio Scazzi respinge al mittente, ribadendo che “Conversano ha partecipato attivamente alla realizzazione del progetto e non si vuole fare alcuna spettacolarizzazione dell’evento”. Parole che trovano sponda nelle dichiarazioni della mamma di Sarah, Concetta Serrano, secondo cui non ci sarebbe nulla di male perché “un personaggio della televisione si sa che tira gente”.

Lungi dal fare dello sterile moralismo, una riflessione appare comunque doverosa. Di cosa ci si stupisce? Dello sbarco di un ex tronista in quel di Avetrana? No, di questo non dovrebbe stupirsi proprio nessuno, come nessuno è apparso scandalizzato dalle maratone televisive che hanno riempito i nostri pomeriggi e le nostre serate con i macabri particolari della tragedia di Avetrana. Dall’annuncio in diretta del ritrovamento del cadavere di Sarah al plastico di Vespa: un circo mediatico dove vittime e carnefici hanno finito per confondersi. Chi oggi lancia proclami contro la scelta sconsiderata di un ex tronista o contro l’eccessivo clamore sulla vicenda dovrebbe interrogarsi, piuttosto, sul ruolo che l’informazione ha avuto in questa tragedia, sul senso delle tante ore di diretta televisiva dagli scalini di casa Scazzi e Misseri, sulle scellerate gite dell’orrore attraverso i luoghi del martirio di Sarah. L’ex tronista che stasera sorriderà accanto al calendario in memoria di Sarah non è forse la logica conseguenza di tutto ciò? Non è forse l’emblema dell’ambiente che la famiglia di Sarah ha trovato intorno a sé? Tutto è iniziato sotto i riflettori e tutto continuerà a compiersi sotto lo sguardo, complice e compiacente, della televisione. Un cronista imbellettato racconterà dell’atto secondo di questo horror show tutto italiano, mentre già da un mese vanno in scena i primi capitoli di un’altra angosciosa storia: la scomparsa della tredicenne di Brembate di Sopra, che speriamo vivamente ci regali un finale diverso.

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