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Francesca Pascale: forse è lei la fidanzata di Berlusconi

ROMA – Un’intervista che lascia comprendere che forse è lei la “dama bianca” del Cavaliere. Il giornalista la tampina da giorni, l’ha intervistata un paio di volte e lei, da ultimo, non si schermisce più come prima, dice e non dice.” L’altra sera, non ho negato niente.

Mica ho detto no, non sono io la fidanzata” afferma con una punta d’orgoglio e di mistero, accentuato da un’altra risposta: “Allora, mi ascolti bene: io non è che posso dirle come stanno, realmente, le cose”. Insomma, insiste il giornalista, è lei o non è lei? “Non mi va di dirle no, non sono io”. La ridicola conversazione svela tutte le somme intelligenze della repubblica berlusconiana. Sembra di stare al secondo liceo, ai gioiosi doppi sensi dei quindicenni. Berlusconi, dice la Pascale, “è un uomo adorabile” e così via, fino a quell’ultimo fatale: “Lei ha scritto che ho un bel viso. Ma, mi ha visto di spalle?”.

Ma chi è la quasi fidanzata ufficiale del premier? 25 anni, napoletana, già a quattordici anni appare nel programma “Telecafone” con il cabarettista Oscar Di Maio a “Retecapri”. Eletta consigliere provinciale del Pdl con settemila preferenze, ha la delega allo sport e spettacoli. Ma non è che dimostri di interessarsi molto alle esigenze della sua provincia. “Sarebbe corretto – dichiarano all’unisono il consigliere provinciale del PD Livio Falcone e quello regionale dei Verdi Francesco Emilio Borrelli – che il Consigliere provinciale Francesca Pascale, ex soubrette di Telecafone e aspirante fidanzata ufficiale del Premier venisse anche in Consiglio oltre a partecipare a feste e festini”. Già perché pare che dalle parti dell’assemblea provinciale la belle Francesca non si sia fatta mai vedere, sempre impegnata nella vita politica romana, possibilmente accanto al premier, che potrebbe esserle nonno. “Se non le piace il lavoro di rappresentante del popolo potrebbe almeno dimettersi” conclude Falcone.

Ma si sa come sono le ragazze del Caimano. Per loro, come confessò Noemi Letizia, la scelta è indifferente: presentatrice, soubrette, deputata, una cosa vale l’altra nella melassa istituzionale inaugurata dal Cavaliere, purché ben retribuita e pensionabile. Ed anche la bella Francesca non fa eccezione. Nel 2004 fonda il comitato “Silvi mi manchi” e il magnate di Arcore la nota subito. Questo fa scoppiare una furibonda lite con altre pretendenti al trono brianzolo, come ad esempio Emanuela Romano. “Le dava fasti­dio che i giornalisti si rivolgessero a me; che Berlusconi mi chiamasse al telefono” dirà poi la Francesca, orgogliosa dei risultati raggiunti. D’altronde, la sua fedeltà fu premiata il 5 ottobre di quell’anno (la ricorda come una data giustamente fondamentale nella sua vita). “Lo seguivo come se fosse una rockstar, Bon Jovi. Lo conobbi a Roma, durante un pranzo con gli europarla­mentari. Me lo presentarono Antonio Taja­ni e suo cugino. Arrivai con la maglietta con su scritto: ‘‘Silvio ci manchi’’.

Ora tutta quella reticenza sospetta, destinata, forse a fruttare qualcosa. Se sono rose fioriranno.

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