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KABUL – Finalmente mercoledì prossimo ci sarà la seduta inaugurale del Parlamento afghano o almeno si spera.

L’annuncio è stato dato oggi dopo che il presidente afghano, Hamid Karzai ha raggiunto un accordo con i 249 deputati risultati eletti nel corso delle elezioni legislative del 18 settembre scorso. Finora l’assemblea non si era ancora insediata a causa di un contenzioso in corso derivante dai tanti ricorsi presentati per brogli elettorali alla Commissione per i reclami elettorali, Ecc. Un fatto questo che aveva costretto la Commissione elettorale indipendente, Iec, a posticipare più volte l’annuncio dei risultati definitivi. Quando poi, i risultati definitivi erano pronti e sono stati resi noti, il 24 novembre scorso, a oltre due mesi dalla consultazione elettorale, ne è nato però, un contenzioso con il Procuratore generale della Repubblica al cui ufficio sono giunte centinaia di denunce di brogli elettorali e tutto è stato bloccato. Nemmeno l’istituzione, lo scorso mese, di un tribunale speciale per i ricorsi elettorali, istituito da Karzai e retto dal giudice Sadiqullah Haqiq, è riuscito a porre fine allo stallo in corso da mesi.

 

A cercare di porre rimedio alla situazione è poi, entrato in gioco, per forza di cose, il capo di stato afghano che ha proposto e annunciato come data per l’inaugurazione della nuova ‘Wolesi Jirga’ il 22 febbraio prossimo contro la precedente data prevista del 23 gennaio.  Un ulteriore rinvio che ha però, allarmato la comunità internazionale. L’ONU subito dopo l’annuncio ha fatto presente la sua profonda sorpresa e preoccupazione, condivisa anche da Unione Europea e Stati Uniti, per l’ulteriore rinvio di un mese dell’inaugurazione della nuovo Parlamento di Kabul. La decisione di Karzai derivava dal fatto che il presidente afghano aveva seguito le indicazioni della Corte Speciale per i ricorsi elettorali, da lui stesso istituita, che dovendo ancora esaminare oltre quattrocento reclami aveva chiesto più tempo.

 

L’osservazione giunta dall’ONU si basava sul fatto che ciò rischiava di incancrenire ancora di più le divisioni che affliggono il Paese asiatico. Oltre 211 deputati dei 249 eletti, erano infatti, pronti a cominciare a lavorare nella data fissata in un primo tempo, cioè il 23 gennaio, che il presidente Karzai sia o no presente. Una possibilità questa, che era molto realistica in quanto a detta del presidente provvisorio della Camera, Muhammad Sarwar Usman Farahi la Costituzione assegna importanza solo simbolica all’inaugurazione dell’Assemblea da parte del capo dello Stato. Se fosse accaduto ciò però, si sarebbe creata una grossa frattura a livello istituzionale. A questo punto il presidente afghano vistosi pressato da un lato e minacciato dall’altro è stato costretto a fare marcia indietro ed ha annunciato che inaugurerà la nuova legislatura mercoledì 26 gennaio 2011. Una sorta di compromesso in cambio del quale però, Karzai ha chiesto e ottenuto dai deputati il riconoscimento, da parte loro, delle decisioni che il tribunale speciale prenderà in merito al contenzioso relativo ai risultati delle elezioni legislative dello scorso settembre. Per molti quello in corso è un tentativo di Karzai di cercare di modificare, in qualche modo, la composizione dell’elenco dei deputati usciti eletti dalle urne. Questo perché dal voto delle legislative del 18 settembre scorso la rappresentanza dei Pashtun, etnia prevalente nel Paese asiatico e di cui lo stesso Karzai è membro, ha perso la maggioranza. Un riduzione di seggi che ha avvantaggiato le altre etnie, soprattutto quelle del nord. Una circostanza questa che di certo comporterà dei problemi di gestione dell’organo legislativo da parte del capo dello stato. Questo specie per quanto riguarda il suo piano di pace con i Taleban.

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