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ROMA – Quasi pronta la rappresaglia di Berlusconi e dei suoi adepti contro i magistrati che utilizzano come fonte di prova le intercettazioni. Una proposta di legge che punisce severamente i magistrati incompetenti che dispongono ascolti telefonici ed anche per quelli i cui imputati vengono assolti dopo essere stati intercettati è stata depositata già il 28 ottobre scorso, vale a dire nei giorni in cui scoppiava il caso Ruby e sulla quale il Caimano avrebbe dato il suo pieno assenso.

Il primo firmatario del’incredibile ddl, Luigi Vitali del Pdl, ha esposto le norme a Berlusconi stesso. “Ha detto che la valuterà, ma è un’iniziativa che ha approvato, visto che finora c’è stato sempre qualcuno che ha bloccato la riforma organica della disciplina delle intercettazioni” ha dichiarato il deputato. Le norme introdurrebbero l’art. 315-bis del codice penale sotto la rubrica “Riparazione per ingiusta intercettazione di comunicazioni telefoniche o di conversazioni”, sulla scorta della “Riparazione per ingiusta detenzione”. I magistrati sarebbero puniti con l’indennizzo di 100 mila euro a favore degli imputati intercettati e poi prosciolti o nei confronti di persone terze risultate estranee e pur tuttavia intercettate.

«La stravagante proposta del Pdl in materia di intercettazioni telefoniche è risibile, chiaramente finalizzata ad alleggerire il clima che si respira in casa Pdl». Lo afferma il senatore Luigi Li Gotti, capogruppo dell’Idv in commissione Giustizia, secondo cui i «i promotori non conoscono all’evidenza il codice di procedura penale in tema di utilizzazione di intercettazioni». «Per altro – aggiunge Li Gotti – la proposta non potrebbe riguardare la vicenda Ruby-Berlusconi-Fede-Mora-Minetti, dal momento che le intercettazioni disposte nel procedimento all’ordine del giorno non sono afflitte da alcuna patologia processuale. Risibile è la definizione di ‘riparazione per ingiusta intercettazione’, parificata alla ‘riparazione per ingiusta detenzione’, collegata ad una pronunzia di assoluzione prescindendosi dalla incidenza delle intercettazioni sulla sentenza». «Che succede, poi, se un imputato viene condannato in primo grado e assolto in appello per una diversa valutazione delle prove? Insomma – conclude Li Gotti – sembra proprio che la libertà di iniziativa legislativa sia diventata una sorta di prateria in mano ai fantasiosi e agli ignoranti».

Anche il deputato europeo dell’Idv ed ex magistrato Luigi De Magistris commenta l’incredibile proposta di legge: «L’efficienza del governo si dimostra solo su un terreno d’azione: l’annichilimento dell’ indipendenza e della autonomia della magistratura, per garantire l’impunità al presidente del Consiglio e alla sua corte». Secondo De Magitris la proposta di legge del Pdl sui risarcimenti per ‘ingiusta intercettazione’ è «un provvedimento intimidatorio, teso a scoraggiare in tutti gli uffici giudiziari l’utilizzo delle intercettazioni telefoniche da parte dei magistrati, in particolare di Milano, tanto che la norma sarebbe retroattiva». «A questi soloni del centrodestra – aggiunge De Magistris – vorremo solo ricordare che la legittimità di una intercettazione non può essere messa in discussione da una eventuale assoluzione o archiviazione, perché questo strumento di indagine serve per acquisire delle prove. Per altro il codice penale già punisce le intercettazioni illegali. È evidente che il governo vuole una norma per la rieducazione forzata, punitiva e preventiva dei magistrati».

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