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MILANO – Continua a tener banco il caso Ruby. I pm della Procura di Milano hanno concluso l’esame degli esiti delle indagini difensive condotte dai legali del Presidente del Consiglio e si preparano a chiedere al gip il rito immediato.

La linea difensiva

Anche se al momento non ci sono fonti che confermano la presentazione da parte della coppia di avvocati Ghedini – Longo di una richiesta formale di trasferimento dell’attività istruttoria presso il Tribunale dei Ministri, è ipotizzabile che si aspetti il pronunciamento della giunta per le autorizzazioni della Camera che dovrebbe arrivare giovedì. La linea difensiva è comunque chiara, come si può leggere dalla memoria difensiva presentata in Parlamento ieri: la Procura di Milano è incompetente per entrambe le ipotesi di reato imputate al Cavaliere. Il reato più grave tra la prostituzione minorile e la concussione è il secondo e l’indagine va condotta dove si è commesso questo reato. Ghedini e Longo sostengono che la tentata concussione non si sia verificata a Milano, ma a Sesto San Giovanni, sotto la competenza del tribunale di Monza. Infatti la telefonata con la quale si chiedeva al capo di Gabinetto del Questore di rilasciare Ruby perché era la nipote del presidente egiziano Mubarak fu ricevuta quando questi già si trovava nella propria abitazione. Gli avvocati sostengono che comunque la residenza di Arcore come gli uffici del contabile Spinelli siano da considerarsi come residenze ufficiali del Presidente del Consiglio e quindi di competenza del Tribunale dei Ministri.
Questa linea difensiva è contestata da più parti perché la consumazione del reato non viene individuata nella telefonata, ma nella consegna di Ruby nelle mani di Nicole Minetti avvenuta a Milano.

La giunta per le autorizzazioni della Camera

Sembra abbastanza scontata la scelta che effettuerà la giunta per le autorizzazioni della Camera. I numeri a favore della maggioranza fanno attendere un diniego all’autorizzazione a perquisire alcuni uffici di Berlusconi. Lo ha detto oggi Antonio Leone del Pdl, relatore del parere della Giunta. «La mia indicazione è di negare l’autorizzazione alla perquisizione. L’inchiesta è ad un passo dalla richiesta di giudizio immediato, per il quale l’accusa deve già avere in mano il complesso degli elementi di prova ritenuti a suo favore. Pertanto chiedere in questa fase l’autorizzazione a un atto ulteriore, la perquisizione, appare molto pretestuoso». Secondo Leone «esiste chiaramente un fumus di persecuzione verso Berlusconi» e nella votazione che dovrebbe arrivare al massimo entro fine settimana non ci dovrebbero essere sorprese negative per il Presidente del Consiglio.

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