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Sciopero dei metalmeccanici. In sedici città italiane va in scena l’orgoglio operaio

Decine di migliaia di studenti medi e universitari in appoggio allo sciopero della Fiom. Forte la richiesta alla Cgil di uno sciopero generale

ROMA – In sedici città italiane si sono svolti oggi cortei e manifestazioni della Fiom contro il “modello Marchionne”. Ad appoggiare la lotta degli operai Fiat decine di migliaia di studenti medi ed universitari di varie sigle, fra le quali i Cobas.  «Con lo sciopero generale dei metalmeccanici diciamo, con forza e con il rispetto, che dobbiamo alla nostra Cgil, che lo sciopero generale è maturo, è possibile. La Cgil deve mettersi alla testa di questo movimento per un Paese migliore e per mandare a casa un governo inetto, che ha fatto solo del male ai lavoratori». Lo ha detto Giorgio Airaudo, responsabile Auto della Fiom, durante il comizio che ha concluso la manifestazione di Torino. «Marchionne – ha detto Airaudo – deve avere il coraggio di spiegare agli americani che le bandiere rosse in questo Paese non sono una cosa di cui vergognarsi, ma sono un simbolo di libertà e dignità e per questo le terremo alte». A proposito dei decisioni del cda Fiat, ha aggiunto: «per i lavoratori c’è solo cassa integrazione, prodotti quasi niente o solo se vuole Marchionne e se gli dai ragione, ma per i signori azionisti ci sono 155 milioni di dividendi. Si sono divisi le nostre povertà».

Landini a Milano

«Serve uno sciopero generale di tutti i lavoratori e le lavoratrici». Con queste parole il segretario generale della Fiom-Cgil Maurizio Landini ha concluso il comizio in piazza del Duomo a Milano in occasione dello sciopera nazionale indetto per la categoria. «C’è bisogno – ha scandito Landini – non solo di sconfiggere la Fiat e Confindustria, ma anche di un cambiamento, serve un cambiamento politico di fronte a questo governo che ha fatto accordi separati, collegato lavoro e vuole cancellare lo statuto dei lavoratori». So che ‘e difficile organizzarlo – ha proseguito Landini – so che non risolve tutti i problemi, ma vogliamo tutti bene alla Cgil e solo la Cgil può cambiar questa situazione». Invocando la necessità di un cambiamento politico Landini ha poi aggiunto: «Va bene de Coubertin ma non si può più dire semplicemente ‘noi c’eravamo’». «È il momento di provarci – ha gridato dal palco della piazza -, se tutti insieme fino in fondo a vincere questa battaglia». Secondo Landini «bisogno osare anche se non si sa come va a finire, perché se non si fa niente si è già perso».

I presidi degli studenti nelle città italiane

Sono circa 30 mila gli studenti medi e universitari che oggi sono scesi nelle piazze di tutta Italia per stare al fianco dei lavoratori della Fiom-Ccgil «per una battaglia di democrazia, di diritti fondamentali, di futuro, di dignità dei lavoratori e degli studenti». «Sta pagando il lavoro che si sta facendo in molti atenei con le assemblee, per spiegare come fermeremo la deriva privatistica dell’università e per discutere di come si somiglino le idee di Marchionne e della Gelmini» dicono Giorgio Paterna dell’Unione degli Universitari e Sofia Sabatino della Rete degli Studenti, commentando l’alta partecipazione dei ragazzi. «Gli studenti di oggi sono per la prima volta la generazione con meno prospettive rispetto a quelle passate, la generazione di chi sa che avere una laurea non significa trovare lavoro, di chi non può progettare il proprio futuro, di chi è costretto a fuggire all’estero per poter esprimere il proprio talento e per essere valorizzato. Alla scelta, o meglio al ricatto, tra un futuro precario o la fuga all’estero gli studenti – osservano Paterna e Sabatino – stanno dicendo no, non vogliamo fuggire. Ci stanno togliendo anche il diritto allo studio, ma il futuro è nostro, è nel nostro Paese». Gli studenti continueranno nei prossimi giorni con il percorso intrapreso di assemblee nelle scuole e negli Atenei, «perché – dicono le associazioni studentesche – se qualcuno è disposto a piegarsi di fronte al premier per avere un futuro questi non sono di certo gli studenti, perché non è la nostra cultura, perchè anche i nostri diritti come quelli dei lavoratori non sono ricattabili».

Gli studenti nel centro di Roma

Manifestazione per le vie del centro, oggi a Roma, indetta dai Cobas che aderiscono allo sciopero dei metalmeccanici della Fiom Cgil. A sfilare in corteo da Piazza della Repubblica a Piazza Venezia insieme ai Cobas anche diverse organizzazioni studentesche (Unione degli Universitari, Rete della conoscenza, Unione degli studenti, Rete degli studenti). Nell’aderire allo sciopero dei metalmeccanici, i Cobas hanno «esteso la protesta ai dipendenti della scuola pubblica italiana». Contro «i tagli inflitti dalla manovra finanziaria sugli organici». Altre iniziative analoghe sono state organizzate in diverse città italiane. La manifestazione, partita da piazza della Repubblica, è confluita a piazza Venezia, dove si sono registrati disagi alla circolazione. Al momento la situazione sta tornando alla normalità.

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