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Precari, inzia il conto alla rovescia. A rischio l’emendamento Milleproroghe

ROMA – La notizia dell’ emendamento del PD  contro la ‘tagliola’ per i ricorsi dei precari , aveva rappresentato per molti lavoratori un ‘bagliore’ di luce su una condizione già di per se estremamente difficile, infatti  questo emendamento  consentirebbe di riaprire i termini per impugnare i licenziamenti per tutto il 2011, spostando di fatto di 11 mesi  il conto alla rovescia sulla ‘tagliola ammazza  precari’ . 

Il bagliore di speranza  però sembra  doversi spengere immediatamente, è di ieri infatti la notizia dell’ ennesimo colpo di scena nella vicenda precari, le commissioni Affari Costituzionali e Bilancio in Senato potrebbero infatti approvare   le due modifiche che annullerebbero l’emendamento del Pd al mille proroghe.

Immediate le reazioni di lavoratori e sindacati , che esprimono indignazione e sdegno  per questo ennesimo colpo ai diritti dei lavoratori, USB , invita i lavoratori  precari a mobilitarsi ,secondo Luigi Marinelli, dell’esecutivo nazionale USB Lavoro Privato “Il Collegato Lavoro contiene una norma particolarmente odiosa relativa all’impugnazione dei licenziamenti e dei contratti precari –  una vera e propria sanatoria retroattiva a favore dei datori di lavoro per cui tutti i contratti già scaduti prima dell’entrata in vigore della legge dovevano essere impugnati entro il 23 Gennaio 2011, pena la perdita dei diritti dei lavoratori” .

“Contro questo infame ricatto – prosegue Marinelli – USB aveva lanciato una campagna di mobilitazione ed informazione, presentando migliaia di impugnazioni in tutta Italia. Abbiamo dunque salutato con soddisfazione l’approvazione in Commissione dell’emendamento al cosiddetto Milleproroghe, con il quale si spostava al 31 dicembre 2011 l’entrata in vigore dei nuovi termini per l’impugnazione”.
“Il fatto che ora il Governo voglia ripristinare forzatamente questa odiosa norma, a tutela delle aziende e padroni e ai danni di precari e disoccupati – sottolinea il dirigente  USB – impone un’immediata reazione. E necessario che i precari tornino in piazza per chiedere la fine della precarietà e la dignità di un futuro lavorativo certo, che si impedisca l’approvazione di questo maxiemendamento e che si estenda e si generalizzi la preparazione e la riuscita della manifestazione nazionale e dello sciopero generale indetto da USB per il prossimo 11 marzo”,conclude Marinelli.
La precarietà è sicuramente il ‘male’ del nostro tempo, che avvelena il futuro dei giovani, fornire a questi lavoratori gli ‘strumenti’ per difendersi non è sicuramente la cura, ma è un diritto intoccabile.

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