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6 Nazioni. Italrugby aspettando il Galles per cancellare Londra

ROMA – L’ultima cartolina spedita da Twickenham appena qualche settimana fa ritraeva l’Italrugby intenta a guadagnare l’ingresso degli spogliatoi con il capo chinato. Un boccone che non è stato ancora digerito, ma che in pochi vogliono assaggiare di nuovo.

Anzi, la parola d’ordine nel ritiro italiano alla Borghesiana di Roma è: cancellare quel pomeriggio e ogni paura che quella sconfitta ha instillato nel morale degli azzurri.

“Il nostro livello è inferiore a quello inglese – ammette il manager della nazionale, Luigi Troiani – ma non è distante 46 punti.” A chi gli fa notare che tutte le nazionali italiane impegnate in match contro le inglesi hanno buscato delle sonore lezioni lui risponde che: “E’ un caso. Ci sono delle probabili cause di fondo comuni al movimento, ma non sono tali da allarmarci in prospettiva. Non c’è una ricetta per vincere le partite, ma di sicuro non è vero che è solo giocando un rugby spettacolo che si guadagna la vittoria. A volte serve calciare e non aprire il gioco.”

A Londra, però, all’Italia è mancata la sicurezza che è sempre derivata da una conquista sicura in touche e da una linea difensiva aggressiva e pressente. Per le rimesse sembra aver trovato una spiegazione Santiago Dellapè, seconda linea italo argentino. “Gli inglesi avevano studiato attentamente le nostre giocate e quindi per noi è stata molto dura. Al di là dei nostri errori è da riconoscere il merito anche a loro.” Per quanto riguarda la difesa  traballante, invece, il seconda linea riconduce tutti i mali alla foga con cui gli azzurri hanno approcciato la partita di Twickenham. “Quando vuoi strafare, coprendo magari il canale lasciato libero dal tuo compagno oppure anticipando l’attacco, può capitare che crei il buco che poi gli avversari esplorano immediatamente. Contro il Galles dobbiamo giocare più concentrati e in maniera ordinata, non possiamo fare altrimenti perché avremo di fronte una squadra temibile.”

Il canale difensivo esplorato maggiormente è stato quello tra Orquera e Sgarbi, con il primo sistematicamente messo alla prova dall’attacco inglese. Sabato nel ruolo di apertura giocherà Kris Burton, che ha proprio nella difesa il suo peggior difetto. Nonostante questo l’australiano non si fa trovare impreparato alle domande dei giornalisti: “Ogni squadra che vuole recuperare l’ovale sa che deve aggredire il corridoio del numero dieci perché è questi che fa girare l’attacco, ma la difesa non è un gioco individuale. Quindi se sbaglia uno, ha sbagliato l’intera linea difensiva. Per questo in settimana non ci siamo messi a curare un particolare canale, ma ci siamo concentrati sul sistema di difesa di tutta la squadra che sabato non si può permettere nemmeno una disattenzione.”

Nick Mallett commissario tecnico della nazionale ha diffuso in mattinata il XV che opporrà ai rossi gallesi. Tre i cambi rispetto alla formazione della sciagurata trasferta inglese. Confermata nella sua interezza la linea dei trequarti, che è la stessa da quando è iniziato il torneo (McLean estremo, Masi e Bergamirco alle ali, Sgarbi e Canale centri), la prima novità è in mediana con il già citato Burton che sostituirà il bersagliato Orquera e che farà reparto con il suo compagno di squadra a Treviso Fabio “Mozza” Semenzato. In terza linea esordisce dal primo minuto in una gara interna il terza linea della Benetton Treviso, Robert Barbieri, che rileva Valerio Bernabò che invece si accomoderà in panchina. Novità anche in seconda linea dove si ricompone la coppia composta da Dellapè e Geldenhuys. Confermato il resto degli avanti (Zanni e capitan Parisse in terza linea, Castrogiovanni e Perugini piloni, Ghiraldini tallonatore). In panchina “esordisce” il giovane terza linea del Treviso Tommaso Benvenuti. Assieme a lui completano la lista gara: Festuccia, Lo Cicero, Bernabò, Wosavai, Canavosio, Orquera.

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