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Immigrazione. Aumentano gli sbarchi, aumentano gli episodi di intolleranza

AGRIGENTO – Più di 1000 profughi, principalmente tunisini, sono sbarcati questa notte a Lampedusa.

Tanto che il Ministro degli Interno Roberto Maroni ha assicurato il trasferimento dei profughi in altri centri della penisola. Al momento sono partiti due aerei, uno diretto a Crotone con a bordo 100 immigrati, un altro a Porto Empedocle con altri 64. È stato un un Atr 42 delle Fiamme Gialle, in servizio di perlustrazione nel Canale di Sicilia, ad avvistare ieri sera una flotta di 11 imbarcazioni. A cui si è aggiunta un’altra questa mattina. Una mini imbarcazione con 6 persone a bordo è arrivata anche a Pantelleria. Gli immigrati sono partiti dal porto di Sfax, quello di Zarsis, l’isola di Djerba e la zona al confine con la Libia. Qui le notizie parlano di migliaia di persone in fuga dalla guerra civile.

Cono Galipò, amministratore del centro, abbassa i toni: “Ci sono 1.332 persone, di cui 264 stanno partendo per essere trasferite dall’isola con navi e aerei. La situazione, a parte la confusione dovuta al susseguirsi di arrivi nelle ultime ore, è nella norma”. Non è dello stesso avviso il sindaco di Lampedusa Bernardino De Rubeis che polemizza contro le istituzioni: “Ho saputo che domani arriverà a Lampedusa il prefetto di Palermo Giuseppe Caruso, commissario straordinario per l’emergenza immigrati, ma io non ho ancora avuto il piacere di conoscerlo da quando c’è stata la nuova ondata di sbarchi. Auspicherei una maggiore presenza del prefetto che arriva a Lampedusa con enorme ritardo”.

Il primo cittadino dell’isola pelagica è attualmente inquisito dalla procura di Agrigento per istigazione all’odio razziale e per abuso di autorità. In un’intervista alla trasmissione di Maurizio Belpietro “La telefonata” ha dichiarato: “Mi fanno arrabbiare queste accuse di razzismo perché l’amministrazione e la popolazione hanno sempre dimostrato da 17 anni solo accoglienza nei confronti degli immigrati”. La procura ha aperto le indagini a seguito di un’ordinanza comunale che vietava il bivacco e l’accattonaggio in luoghi pubblichi. “Mi sono limitato semplicemente a fare un’ordinanza di divieto di bivacco e di accattonaggio in presenza di immigrati che circolavano liberamente sul territorio quando sappiamo che, secondo le disposizioni del pacchetto sicurezza, finché non ottengono lo stato di rifugiati sono irregolari e dovrebbero stare nei centri di accoglienza. È un’ordinanza che vige in tante altre città”, ha aggiunto.

I centri attualmente operativi in Italia sono:

 

  • Agrigento, Lampedusa – 804 posti (Centro di primo soccorso e accoglienza)
  • Bari Palese, CDA/CARA area areoportuale – 994 posti
  • Brindisi, Restinco– 128 posti
  • Cagliari, Elmas – 220 posti (Centro di primo soccorso e accoglienza)
  • Caltanissetta, Contrada Pian del Lago – 360 posti
  • Crotone, località Sant’Anna – 978 posti
  • Foggia, Borgo Mezzanone – 716 posti

A Crotone c’è il centro per richiedenti asilo più grande d’Europa. Qui l’intolleranza fra residenti e ospiti ha raggiunto apici così elevati che si teme un’altra Rosarno. Le istituzioni sono ben lontane dal risolvere la questione. Fra ‘ndrine locali, faide e povertà alcune zone della Calabria sono diventate terra di nessuno. La Lega, e il ministro Maroni, delega al Sud la risoluzione del problema. Un Sud cambiato e diverso da quello di 15 anni fa. Anni di assenza istituzionale hanno compromesso quel senso di fratellanza reciproca che lo distingueva. E la fiducia nelle autorità è tanto sottile quanto labile. L’Europa viene chiamata ad una maggiore responsabilità. Il fenomeno immigrazione non riguarda solo l’Italia ma proprio i paesi europei più ricchi, quelli che di fronte a un dramma simile non aprono bocca. Il futuro del vecchio continente si sta delineando in questi giorni e parte paradossalmente dai Centri di accoglienza.

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