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8 Marzo 2011. Il giorno della donna tra conquiste sociali, discriminazioni e violenze

ROMA – Stamane, in virtù della ricorrenza dell’8marzo,  l’Istat ha pubblicato i dati relativi alla condizione delle giovani donne, in merito all’inserimento lavorativo.

Sono purtroppo percentuali che oramai vengono ripetute come se fossero il riff di una celebre canzone.  Leggiamo tristemente che vive con i genitori il 71,4% delle donne tra i 18 ed i 29 anni a fronte di un 83,2% dei coetanei maschi nella stessa condizione.  Un’alta percentuale si registra nel Sud e nel Centro, mentre tra le ragioni che stanno alla base di tale condizione si collocano al primo posto i motivi economici. Il tasso di occupazione femminile è del  35,4% a fronte di un 48,6% dei maschi e la differenza è più accentuata nelle zone del Sud Italia. Aumenta il fenomeno del sottoutilizzo del capitale umano, questo significa che molte giovani occupate  hanno un titolo di studio superiore rispetto al lavoro svolto. Il tasso di disoccupazione, relativamente alla fascia d’età 18-29 anni, è pari al 21,1% ed è più alto al Sud.
Così, preso atto della penosa situazione e  rivolgendosi alla platea di donne nel Salone dei Corazzieri, il Presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, durante la celebrazione dell’8 marzo, ha chiesto a tutti, uomini compresi e soprattutto coloro che “hanno ruoli preminenti in tutti gli ambiti e le professioni”, di fare la propria parte per raggiungere una “parità sostanziale”.
Il Presidente  ha poi sottolineato a più riprese che soprattutto le donne devono “offrire validi modelli di comportamento” e nella quotidianità della loro vita, hanno il dovere di contrastare luoghi comuni, di esigere rispetto e considerazione.

Le donne italiane, ricorda Napolitano, “sono ancora lontane dall’aver conquistato la parità in molti campi” e per rendersene conto basta osservare “il divario e le strozzature” nell’accesso al mercato del lavoro.
Proprio alle donne spetta un ruolo fondamentale “nella necessaria opera di rinnovamento morale” del Paese e il capo dello Stato cita, insieme a tutte le donne italiane, anche quelle immigrate “che sono già diventate o che diventeranno nostre concittadine, le tante che lavorano con abnegazione e senso del decoro”: “Faranno anche esse la loro parte”.

Stasera alle 18, in Piazza Santa Maria in Cosmedin (Bocca della verità), partirà un corteo che è  a sostegno di chi vuole contestare coloro che mettono tutt’ora  in discussione l’autodeterminazione femminile saturando le strutture pubbliche di obiettori di coscienza, limitando la diffusione della pillola RU486 o sostenendo la privatizzazione delle strutture sanitarie come i consultori (proposta di legge Tarzia per la regione Lazio).

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