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Italrugby alla conquista del Garibaldi

ROMA – Si è aperta lunedì 7 marzo la settimana che porterà la nazionale italiana di rugby al penultimo impegno del torneo delle Sei Nazioni 2011.

All’orizzonte c’è il cucchiaio di legno, argomento che probabilmente terrà banco nella prossima settimana, quella che farà da preludio alla sfida con gli scozzesi, altri candidati alla vittoria del fallace trofeo. Adesso però è tempo di pensare alla Francia e a quel ‘Trofeo Giuseppe Garibaldi‘ che la nostra nazionale non ha mai vinto, ma che per un insolito gioco del destino sarà a corredo del match che si disputerà a cinque giorni dal 17 marzo, festa per il centocinquantenario d’unità nazionale.

La scintillante Francia
Sabato pomeriggio sul prato del Flaminio di Roma si sfideranno le nazionali francese e italiana per la quarta giornata dell’annuale torneo delle Sei Nazioni. Di fronte ci saranno forze sproporzionate a favore dei francesi, anni di successi sulla scena internazionale, sempre di marca francese, rincorsa verso l’insperato El Dorado del professionismo cui l’Italia anela. Complici un po’ di denari in più e quel senso di grandeur che è da sempre sinonimo d’oltralpe, i francesi al professionismo ci sono arrivati in maniera prepotente ergendo il campionato francese – Top 14 – quasi ad unico e scintillante approdo per le superstar dell’Emisfero Sud. Mai i galletti francesi hanno temuto l’Italia nei confronti diretti, tanto che loro considerano ancora adesso l’impresa di Grenoble (versione italiana) come un incidente di percorso.

Ricordando Grenoble
Prima di allora, 22 marzo 1997, la Francia aveva quasi sempre opposto alla nazionale italiana di rugby dei rincalzi: la nazionale A (la seconda per intenderci), addirittura la nazionale militare. Nel 1997 i galletti erano al vertice dell’Europa, guardavano tutti dall’alto verso il basso, una settimana prima avevano vinto il 5 Nazioni battendo tutte e quattro le squadre d’oltremanica. Figurarsi se avrebbero mai potuto temere una squadra di seconda fascia com’era l’Italia. Quel giorno invece fu l’apoteosi azzurra, rappresentando, forse, la vetta più alta raggiunta dagli italiani nella loro novantennale storia rugbistica. Quaranta punti per l’Italia, trentadue per la Francia. Sulla panchina azzurra sedeva un signore di nome George Coste, francese dei Pirenei del Sud, cuore e orgoglio, in campo il compianto Ivan Francescato, i Cuttitta, Troncon, Orlandi, Dominguez, capitan Giovannelli. Nomi rimasti nella storia.

Il Trofeo Garibaldi
Un po’ di storia è anche nel nome del trofeo che le due federazioni hanno deciso di creare sulla scorta delle più rinomate Bledisloe Cup (Australia vs Nuova Zelanda) e Calcutta Cup (Inghilterra vs Scozia). Stiamo parlando del ‘Trofeo Giuseppe Garibaldi‘, in onore dell’eroe dei due mondi, nato nel 1807 a Nizza e figura di spicco del risorgimento italiano, nonché considerato uno dei Padri della Patria italiana. Il trofeo è completamente di produzione rugbistica in quanto anche la mano dell’artista che lo ha disegnato è quella di Jean-Pierre Rives, terza linea della Francia degli anni settanta.
Quest’anno la sfida cade proprio a ridosso dei festeggiamenti dei centocinquanta anni della (parziale, ma questa è un’altra storia) riunificazione italiana. La vittoria sembra essere un discorso limitato alle ambizioni francesi, ovvero per l’Italia è improbabile un successo. Chissà, però, che voler onorare la maglia e il tricolore non porti i nostri a vincere il confronto con i galletti (ad onor del vero un po’ sottotono nelle ultime settimane) aggiudicandosi per la prima volta nella storia il ‘Garibaldi’.

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