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Libia. Lega Araba e Onu insieme verso una No fly zones

ROMA – I ministri degli Esteri della Lega Araba hanno chiesto all’Onu di istituire immediatamente una “No fly zone” sulla Libia e  creare quindi delle zone di sicurezza nelle aree bombardate dall’aviazione libica  a tutela della popolazione.

Il Consiglio ministeriale della Lega ha poi affermato di voler aprire canali di contatto con il Consiglio nazionale libico  sulle questioni umanitarie. Il regime di Gheddafi, con le  pericolose violazioni  ai danni dei cittadini, ha  perso ogni legittimità. Domani al Cairo vertice tra l’Alto rappresentante Ue, Ashton, e il segretario generale della Lega Araba, Mussa potrà pianificare ulteriormente le azioni unanime condivise per indebolire Gheddafi. L’istituzione di una No Flky zone di fatto determinerebbe un intervento militare, per cui gli stati membri sono molto cauti.
Intanto il Consiglio nazionale libico di Bengasi, istituito dagli insorti contro il regime di Gheddafi, ha da oggi una rappresentanza in Italia. Lo hanno annunciato tre membri della comunità libica in Italia e del nuovo organismo. Uno degli esponenti del comitato di rappresentanza, Hishan Eldeghili, ha spiegato che ci sarà  un delegato per ogni regione italiana.  La Farnesina fa sapere che il Consiglio nazionale libico  è l’interlocutore politico  così come ha stabilito il Consiglio europeo nel summit che si è svolto ieri.

Le ultime evoluzioni sul piano diplomatico hanno mandato su tutte le furie il figlio del rais,  Saf Al Islma, che ha mosso minacce precise contro l’Italia. “Siamo rimasti molto scioccati, anzi molto irritati, dalla vostra posizione perchè voi siete il primo partner della Libia al mondo – ha detto Saf – .Ma ora  sarà molto facile rimpiazzare l’Italia con la Cina o con la Russia, perciò state attenti. Se tu tradisci un tuo partner come credi che quello debba reagire?” E poi il figlio del Colonnello ha calcato le orme del padre diffondendo il rischio di un pericoloso esodo di libici verso le coste italiane.” Insomma sarà guerra fino alla fine per Saf.
Le minacce però non sortiscono più nessun effetto per gli avversari che hanno mosso una dura condanna contro il regime dittatoriale di Muammar Gheddafi. Per ora è scongiurato un intervento militare, nonostante una prima risoluzione sulla Libia, la 1970, sia stata approvata all’unanimità.

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