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Sbarchi. Il duo Borghezio-Le Pen a Lampedusa: “Gli immigrati vanno assistiti in mare”

AGRIGENTO – Ma che ci fanno a Lampedusa due europarlamentari come il leghista Mario Borghezio, famoso per le sue invettive contro gli immigrati, e la leader del partito di estrema destra francese, Front National, Marine Le Pen?

Stando alle dichiarazioni rilasciate dall’esponetene del Carroccio l’obiettivo è di accendere un riflettore sulla situazione degli immigrati a Lampedusa. “L’Europa deve prendere delle decisioni. L’Ue si appresta a promuovere un ‘Piano Marshall’ ma sono altrettanto importanti le iniziative umanitarie che bisognerà prevedere” ha dichiarato. A questo sentimento improvviso di fratellanza di Borghezio fa eco la proposta della leader francese Le Pen che consiglia all’Italia di non accogliere i rifugiati a Lampedusa ma di “inviare le navi con acqua e alimenti e assistere i migranti in mare, evitando che sbarchino nell’isola”. Così le nostre motovedette invece di gettare salvagenti per salvare vite umane da oggi in poi lanceranno bottigliette di acqua e cerotti a naufraghi ammalati e senza forza.

La visita di questa mattina è stata accolta da un manifestazione di protesta da parte di una cinquantina di militanti dell’associazione Ascausa e di Legambiente. Hanno protestato in aeroporto mostrando striscioni e slogan antifascisti: “Liberté, egalité, fraternité: aussi pour les sans-papier” e “Il mondo è a colori, fatevene una ragione” e ancora “Non sei benvenuta Madame Le Pen”. Accanto a questa manifestazione si aggiunta la protesta degli alunni del liceo Ettore Majorana che riferendosi ai due europarlamentari affermano: “Non capiamo perché vengano nella nostra isola, non vogliamo entrare nelle polemiche politiche ma la loro presenza non ha senso”. A parlare è  Anna Siracusa, portavoce del Comitato dei giovani di Lampedusa. “Noi esistiamo, non vogliamo i riflettori addosso solo perché ci sono i migranti. Vogliamo essere ascoltati, a Lampedusa non esiste un cinema, non c’è una biblioteca, non c’è un teatro; c’è una piscina in costruzione da anni e mai ultimata. Abbiamo bisogno di un luogo dove noi giovani possiamo incontrarci”, ha aggiunto. Le fa eco Francesco Solina, responsabile della cooperativa sociale Poseidon: “Sull’isola ci sono molti problemi; chi soffre di più siamo noi giovani, la politica e le istituzioni ci mettano nelle condizioni di rimanere nella nostra terra, facciano qualcosa per noi e per i tanti migranti che accogliamo. Vogliamo vivere nella serenità, basta con gli allarmismi”.

Insomma una situazione difficile esasperata dalla crisi economica e dall’alto tasso di disoccupazione giovanile che mina un terreno dal passato solidale e che oggi fa fatica a stare a passo coi tempi. A esasperare gli animi è arrivato anche il federalismo fiscale. Le riforme auspicate taglierebbero ancora di più i fondi a Regioni già povere di loro incrementando disagi e malcontenti. Il Nord Africa è un focolaio di proteste e sono stati i giovani ad aver rovesciato regimi o governi. La Sicilia è vicinissima all’Africa, e se arrivasse anche da noi lo spirito di protesta come cambieranno le cose per il Bel Paese?

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