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Giovanardi se ne vuole andare: “Impossibile esercitare la delega senza fondi”

L’Italia allo sfascio del berlusconismo. Oltre Giovanardi, si dimette anche Andrea Carandini, presidente del Consiglio superiore dei Beni culturali: “Ci stiamo allontanando dalla Patria, anche quella visibile di paesaggio, storia e arte”

ROMA -Se vuol mollare l’Esecutivo un tipo come lui, che non ebbe alcun dubbio nello staccarsi dall’Udc pur di rimanere avvinghiato alle poltrone governative, allora vuol dire che il centro-destra è proprio nei guai. Carlo Giovanardi, sottosegretario alla presidenza del Consiglio con delega alla famiglia, non ce la fa più. A fronte della «decurtazione del fondo per la famiglia di più del 90% in tre anni» il sottosegretario alla presidenza del Consiglio, Carlo Giovanardi ha detto al premier Silvio Berlusconi, che la sua delega è a rischio. «È chiaro che in queste condizioni non sono in grado di esercitare la mia delega per la famiglia», ha detto Giovanardi precisando che «non c’è il problema di dimissioni, perchè non c’è più nulla da cui dimettersi». Il sottosegretario, parlando a margine di un incontro al Cnel sulla fiscalità della famiglia, ha sottolineato che per lui e per il programma di governo la famiglia «è una priorità, ma le misure economiche sono in contraddizione». I tagli «mai discussi con il dipartimento, sono stati un fulmine a ciel sereno». Giovanardi ha precisato che «i 20 milioni che rimangono» al dipartimento della Famiglia «dovrebbero essere concordati con le Regioni. Non si può quindi far fronte alle spese obbligatorie, ad esempio per le adozioni familiari e per la legge sulla conciliazione casa-lavoro. È una situazione francamente insostenibile. Potrei dire polemicamente che non è vero che vengono fatti solo tagli lineari perchè sul fondo della famiglia siamo andati ben al di là». Con questo taglio «che non posso accettare», ha concluso Giovanardi «il dipartimento non sarà in grado di fare le azioni di coordinamento e promozione».

Ma Giovanardi non è il solo a meditare le dimissioni. Oggi, con un articolo sul “Corriere della sera” anche il più famoso archeologo italiano, Andrea Carandini, annuncia le sue dimissioni dal Consiglio superiore dei Beni culturali. “Ci stiamo allontanando dalla Patria, anche quella visibile fatta di paesaggio, storia e arte. Rischiamo di perderla e non sono passate neppure cinque generazioni dalla fondazione dello Stato italiano”. Carandini sottolinea come “nel marzo del 2009 il Ministero poteva contare su 155 milioni di euro per la tutela, cifra già allarmante, che per essere giudicata va comparata con la somma che l’istituzione era ed è in grado di spendere: circa 450 milioni l’anno in media per il 2005-2010”. Il ministro Bondi, continua Carandini, “E’ stato colpito, prima ancora che dall’opposizione, dal governo e dallo stesso partito di cui è il coordinatore nazionale. Governo che ha risposto alle reiterate richieste con altrettanti dinieghi, compresa una domanda di personale in favore di Pompei”.

 

Orlando (Idv): “Chieda scusa agli italiani”

«Dopo la cultura, adesso la famiglia: il governo cade a pezzi e fa a pezzi il Paese. Le famiglie italiane non si sono accorte dell’esistenza di Giovanardi o dell’esistenza di un esecutivo che si occupasse di loro, perchè sono state continuamente mortificate da Berlusconi che ne ha fatto scempio, sia sotto il profilo economico che morale». Lo dice, in una nota, il portavoce dell’Italia dei Valori, Leoluca Orlando commentando le parole del sottosegretario alla Presidenza del Consiglio Carlo Giovanardi che ha definito «a rischio» la sua delega a fronte della «decurtazione del fondo per la famiglia di più del 90% in tre anni». «Giovanardi, se ce l’ha ancora – aggiunge Orlando – si metta una mano sulla coscienza e chieda scusa agli italiani per averli presi in giro ed aver partecipato ipocritamente, insieme a tanti colleghi di governo, a diversi family day».

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