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Governo. Rimandato il rimpasto. Napolitano ricorda a Berlusconi la legge Bassanini

ROMA – Giorgio Napolitano stoppa Berlusconi e gli ricorda che la legge Bassanini pone limiti al numero di membri del governo. Al premier servivano un numero indefinito di sottosegretari per soddisfare le fameliche orde dei “Responsabili” che premono alle sue porte per veder soddisfatto il contraccambio promesso dal Cavaliere per il passaggio dall’opposizione alla maggioranza dello scorso dicembre, che permise all’attuale maggioranza di rimanere in sella. Quindi, ha detto Napolitano, se davvero si vuole aumentare la composizione del governo è necessario prima modificare la legge Bassanini.

Saverio Romano, capo dei “Responsabili” era già pronto a giurare nelle mani del Capo dello Stato ma ha dovuto attendere. Ed ora la mancata promozione del leader del Popolari per un’Italia di Domani (Pid), rischia di scatenare l’ira dei cinque deputati del gruppo dei Responsabili che fanno capo allo stesso Romano che, tanto per far capire l’antifona, ieri non ha votato con la maggioranza rischiando di mandare sotto il governo.

Secondo un’altra versione, Berlusconi avrebbe confidato tutta la sua amarezza (qualcuno parla di irritazione) per il fatto che Napolitano abbia espresso dubbi e perplessità sul nome di Romano. Dietro il ‘niet’, sempre secondo questa ricostruzione, le vicissitudini giudiziarie dell’ex Udc (indagato nel 2003 a Palermo per concorso esterno in associazione mafiosa, ma prosciolto nel 2005; poi accusato da Massimo Ciancimino di aver intascato una tangente di 100 mila euro). Insomma, due versioni perlomeno differenti. Tanto che qualcuno, soprattutto fra i Responsabili sospetta che Berlusconi, con la scusa del Colle, abbia volutamente agito per rinviare tutto. E le parole del premier all’Ufficio di presidenza («procederemo in un’unica tranche») confermano questi sospetti. Oltre che rimandare il tutto a dopo il varo del ddl. Di ragioni per seguire questa strada, del resto, il Cavaliere ne ha più di una: le altre anime del gruppo dei Responsabili, infatti, sono sul piede di guerra. Ieri Luciano Sardelli aveva mandato una lettera al premier per sollecitare «una soluzione complessiva che risponda alle aspirazioni di tutte le componenti». Dando voce a quanti ritengono ingiusto che Romano sia il primo (e per il momento l’unico) ad ‘incassarè qualcosa per il sostegno al governo. E in vista di delicati quanto importanti passaggi parlamentari (nonostante la conferma dell’arrivo di Giulia Cosenza) premiare uno per scontentarne molti non sarebbe una mossa prudente. Inoltre, il ‘caso Scajolà è lontano dall’essere risolto e qualcuno a via dell’Umiltà suggerisce che la soluzione più indolore sarebbe proprio quella di farlo rientrare al governo. Ma la situazione rischia di sfuggire di mano al premier. I deputati legati a Romano sono rimasti fuori dall’Aula di Montecitorio e se non era per il radicale Marco Beltrandi la maggioranza sarebbe andata sotto sul delicatissimo tema dell’election day. Non solo, lo stesso Romano ha annunciato che oggi terrà una conferenza stampa e molti si aspettano fuoco e fiamme.

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