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Libera. Don Luigi Ciotti: ”La mafia va combattuta in ogni Regione d’Italia”

19 marzo “Giornata della Memoria e dell’Impegno in ricordo delle vittime delle mafie”

 

POTENZA – In occasione della “Giornata della Memoria e dell’Impegno in ricordo delle vittime delle mafie” che, in questa sua sedicesima edizione vedrà la città di Potenza al centro delle principali manifestazioni, abbiamo voluto ascoltare e dare un ‘in bocca al lupo’ direttamente al suo principale ideatore e animatore, il presidente nazionale di “Libera. Associazioni, nomi e numeri contro le mafie” don Luigi Ciotti. Tra mille impegni e richieste, a poche ore dalle manifestazioni di Potenza e dagli altri spostamenti in cui è indaffarato, don Luigi ci ha voluto sottolineare che la scelta della Basilicata per la “’Giornata della Memoria e dell’Impegno in ricordo delle vittime delle mafie’, scaturisce dall’affetto e dalla riconoscenza nei confronti di chi in questa terra lavora per la ricerca della giustizia e della verità e per ribadire che il potere mafioso e le tante forme di illegalità  sono trasversali al Paese e vanno combattute in ogni regione d’Italia.” Il tema della giornata sarà Verità e Giustizia in Terra di Luce. Quindi “in Basilicata, Lucania:  ‘terra di luce’.

 

A Potenza per dire che bisogna fare luce innanzitutto sulle cose positive, sui segni concreti di cambiamento e riscatto. Ma fare luce anche sui giochi criminali, dissipare le ombre di un’illegalità strisciante, diffusa, che in quei giochi ha un ruolo decisivo. Fare luce sulle storie di tante persone uccise o scomparse e in particolare ricordare le vittime di questo territorio – donne, uomini e una bambina di soli 12 anni – le cui famiglie ancora aspettano verità e giustizia: a tutti loro vogliamo allargare il nostro abbraccio. Fare luce, la luce della libertà, della dignità, della speranza, in un futuro che per troppe persone nel nostro Paese è ancora incerto, offuscato da povertà, ingiustizia, diritti negati”. Don Ciotti ci ha anche ricordato che Libera ha sempre preferito “che fossero i fatti a parlare”, ricordando che sono trascorsi 15 anni dal sostegno alla legge per l’uso sociale dei beni confiscati alle mafie che ha dato importanti risultati con i terreni della mafia che oggi producono prodotti etici e “cultura di cambiamento” e che “oggi più di prima è necessario saldare la lotta alla mafia e le forme collegate di illegalità, come la corruzione, che sono quelle che la alimentano”. Questo atteggiamento “deve essere una priorità politica e la stessa politica dovrebbe essere del tutto immune dalla gestione privatistica del potere, dagli interessi e dalle pressioni finalizzate all’acquisizione di consenso e potere per tornare ad essere vicinanza alle persone e alta forma di servizio alla collettività”.

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