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Apocalisse Giappone: 21 mila morti e 360 mila sfollati. Migliora situazione a Fukushima

FUKUSHIMA – La situazione presso la centrale nucleare di Fukushima «mostra qualche miglioramento», anche se la situazione resta incerta. Lo ha detto Tetsuro Fukuyama, vice capo di gabinetto del governo giapponese, nel corso di una conferenza stampa serale. Le incertezze sono relative ai reattori n.3 e n.4 che potrebbero necessitare di diversi giorni ulteriori di lavoro prima del ripristino dell’elettricità. Se i reattori n.5 e n.6 della centrale sono in fase di «stabile arresto» dopo l’avvio del sistema di raffreddamento, la Tepco, il gestore della struttura, è riuscita a ricollegare l’elettricità anche ai reattori n.1 e n.2.

I tecnici sono riusciti a riportare la corrente in uno dei reattori danneggiati dal terremoto e dallo tsunami che nove giorni fa ha devastato il Giappone nordorientale. Secondo le ultime cifre ufficiali, più di 15mila persone hanno perso la vita in una sola prefettura e il bilancio finale della tragedia si avvia a superare le 20mila. Trecento ingegneri hanno lavorato nella zona di maggior pericolo nei pressi della centrale di Fukushima, dove quattro reattori sono ancora a rischio. «Penso che la situazione stia migliorando gradualmente», ha affermato un portavoce governativo. La Tepco, la società che gestisce la centrale, ha affermato che l’ elettricità è disponibile nel reattore n.2, e ora si sta tentando di portarla al n.1, attraverso un cavo che li collega. In un altro sviluppo incoraggiante il reattore considerato più pericoloso, il n.3 – che contiene plutonio altamente radioattivo – si è stabilizzato dopo essere stato bersagliato dagli idranti con tonnellate d’ acqua. La polizia ha affermato di aver trovato due persone vive sotto le macerie oggi, a nove giorni dal sisma. Si tratta di una donna di 80 anni e di un giovane di 16 anni. Il portavoce Yukio Edano ha confermato che i test eseguiti su spinaci e latte prodotti nei pressi della centrale e sull’ acqua corrente a Tokyo hanno confermato la presenza di radioattività, ma a livelli che non sono ancora dannosi per la salute umana.

Il bilancio ufficiale del terremoto/tsunami dell’11 marzo scorso nel Giappone del nordest si appesantisce: i dati della polizia nazionale vedono il numero dei morti accertati a quota 8.450 e quello dei dispersi a 12.931. Tuttavia, nella sola prefettura di Miyagi, la polizia locale ha ipotizzato 15.000 vittime. Gli sfollati sono 360.000.

Ishinomaki: sepolti per nove giorni, trovati vivi

Una sorta di miracolo che si è verificato oggi nelle prefettura di Miyagi, colpita con una terribile violenza dal terremoto e dallo tsunami che ha devastato dieci giorni fa il nordest del Giappone, ha riacceso una fiammella di speranza tra i profughi che ancora sperano di trovare vivi i loro cari e i soccorritori. Il miracolo si è verificato nella città devastata di Ishinomaki, dove una donna di 80 anni e il nipote di 16 sono stati trovati vivi sotto le macerie della loro casa. In realtà sembra che sia stato il ragazzo a trovare i soccorritori, quando è riuscito a emergere dopo nove giorni dalle macerie, ed è stato notato mentre barcollava in cerca di aiuto. «Avevano delle temperature piuttosto basse ma erano coscienti. Al momento non abbiamo dettagli sulle loro condizioni», ha detto un portavoce delle Forze di autodifesa, l’ esercito giapponese. Una troupe della televisione di Stato Nhk era sul posto del salvataggio e ha ripreso i soldati mentre li caricavano, sdraiati sulle barelle, su elicottero che il ha portati al più vicino ospedale funzionante. Secondo la Nhk, i due si trovavano nella loro cucina quando il terribile sisma, del grado 9.0 della scala Richter, ha colpito. La donna, Sumi Abe, e il ragazzo, Jin Abe, si sono ritrovati bloccati in una nicchia della costruzione rimasta in qualche modo in piedi, che per loro fortuna conteneva anche il frigorifero. Per nove giorni si sono alimentati con quello che conteneva il frigorifero, soprattutto yoghurt. Il bilancio delle vittime della tragedia che ha colpito il Giappone ha superato oggi la soglia delle ventimila, secondo le autorità. Ma quello finale potrebbe essere molto più elevato se è vero – come ha affermato oggi di «sospettare» il capo della polizia locale Naoto Takeuchi – che ci potrebbero essere state 15mila vittime in una sola Miyagi. Per ora, il conto dei morti nella prefettura è di quasi cinquemila. «Da oggi in poi, ogni giorno saranno trovati migliaia di cadaveri», ha aggiunto Takeuchi indicando quello che riservano i prossimi giorni. Nessun altro miracolo si è verificato per le quasi 400mila persone, tra cui centomila bambini, che sono rimaste senza casa, senza riscaldamento, con rifornimenti di cibo, acqua e medicine che scarseggiano, nell’ area del nordest del Giappone colpita dalla doppia tragedia alla quale è seguita a ruota quella della radiazioni sfuggite dalla centrale atomica danneggiata di Fukushima. Gli evacuati dalla pericolosa «zona di esclusione» di 30 km dalla centrale sono circa 20mila. «Non c’ è elettricità e il cibo scarseggia ma se dovessi dire cos’è che vorrei più di ogni altra cosa è l’acqua. Vogliamo pulire la nostra casa e recuperare quello che è possibile», ha affermato Kimio Arai, 66 anni, della città costiera di Ofunato. La casa della sua famiglia è ancora in piedi ma il pianterreno è stato completamente sommerso dallo tsunami con tutto quello che conteneva.

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