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Sarkozy, Clinton, Berlusconi al vertice di Parigi

PARIGI – Il 19 marzo 2011potrebbe essere una giornata storica, poiché per la prima volta dalla fine della seconda guerra mondiale, il mondo si é unito contro uno spietato dittatore per permettere al popolazione tiranneggiata di liberarsene.

E la cosa più interessante d’analizzare a caldo sono state le conferenze stampa di Sarkozy, Hillary Clinton e Berlusconi dopo la fine del vertice Europa-Lega Araba a Parigi sull’attuazione della risoluzione Onu 1973 sulla no-fly zone sui cieli libici.
Sarkozy ha preso l’onere di dichiarare l’avvio di azioni militari per il rispetto della risoluzione ONU. Egli era visibilmente furioso contro il rais sanguinario che ha preso in giro la comunità internazionale facendo dichiarare dal suo ministro degli esteri il rispetto della risoluzione Onu per poi ordinare l’assalto definitivo a Bengasi. A questo si aggiungano le deliranti minacce a Francia, Italia e Gran Bretagna dei giorni scorsi che hanno definitivamente dissolto ogni cautela: Gheddafi deve essere neutralizzato. Sarkozy, inoltre, aveva il dovere di prendere il comando virtuale delle azioni per togliere ogni dubbio sulle sue affiliazioni con il dittatore sanguinario che avevano fino a qualche giorno fa posto Parigi in una posizione contraria ad azioni militari.

Hillary Clinton era invece visibilmente sollevata, quasi allegra. La politica estera dei democratici é stata sempre reticente nell’attuare un ingerenza diretta nelle zone calde del pianeta al contrario dei repubblicani, ma ha sempre deplorato ogni accondiscenza atteggiamento verso Gheddafi. Fin dalla rivolta popolare contro il sanguinario rais Obama aveva, senza se, senza ma appoggiato i rivoltosi, conscio però che solo una guida europea, con il placet della Lega Araba, avrebbe potuto consentire un appoggio operativo alla lotta di liberazione del popolo libico. Quindi la ex avversaria di Obama alla presidenza era visibilmente soddisfatta di come si era concluso il vertice parigino e del ruolo assunto da Sarkozy. Gli USA potrebbero intervenire addirittura con il consenso della Lega Araba a bombardare le truppe di un governo arabo islamico. Una cosa impensabile solo 6 mesi fa.

Berlusconi era visibilmente scosso. Un uomo pragmatico qual’é il nostro Presidente del Consiglio, sempre attento a non irritare i potenti della Terra, continua a non capire come il suo “amico” rais non possa comprendere che deve immediatamente smettere di bombardare il suo popolo. E per l’ennesima volta ha auspicato che il suo insegnante di bunga-bunga si ravveda precisando che l’uso delle basi italiane era più che sufficiente come contributo. Egli ha così smentito inconsapevolmente il suo ministro della difesa che aveva dichiarato con piglio militaresco qualche ora prima:“Proprio perché siamo vicini alla Libia – ha detto La Russa – il nostro ruolo non può essere quello degli affittacamere: il nostro ruolo deve essere propositivo, moderato ma determinante”. E se é vero ciò che ha dichiarato Luttwak ad Annozero sappiamo che La Russa ha detto la verità. D’altro canto l’Italia non può tirarsi indietro proprio per i rapporti “speciali” con la Libia e il suo dittatore sanguinario. Frattini fin da ieri (leggi il 18) aveva chiarito che l’Italia avrebbe assunto un ruolo da protagonista nel rispetto della risoluzione 1973. Non é quindi fantapolitica pensare che l’idea che l’Italia facesse da capofila nei cosiddetti “volenterosi”, cioé i governi che contribuiscono al rispetto della 1973, fosse nella testa di diversi sherpa diplomatici europei. E’ interessante osservare che il termine “volenterosi” é abilmente utilizzato dai mass media italiani, poiché non vi è alcuna traccia nei media stranieri. Lo scopo è quello di creare un penoso e patetico legame con la guerra bushiana contro l’Irak, che fu appoggiata anche in quell’occasione da un esecutivo presieduto da Berlusconi. Tuttavia, in quel frangente si ricorda che non c’era il consenso internazionale ed in primis della lega araba e che il feroce rais di Baghdad non stava bombardando la sua popolazione. Anzi quando lo fece nel 1991 subito dopo l’armistizio con la coalizione Onu fu proprio Bush padre ad impedire alla coalizione internazionale d’intervenire. Tornado alla fanta politica è altrettanto probabile che il niet preventivo della Merkel, secondo partner commerciale della Libia, ad una partecipazione tedesca attiva al rispetto della no-fly zone abbia fatto accantonare ogni ipotesi a riguardo. Ma per Berlusconi la cattiva giornata é proseguita in serata quando il suo amico Putin, che aveva fatto astenere la Russia al consiglio di sicurezza, ha dichiarato tramite un comunicato del portavoce del Ministero degli Esteri russo Alexander Likashevich che “Mosca deplora questa azione militare”. Gli amici del Presidente del Consiglio peccano evidentemente di pragmatismo e la solitudine internazionale di Berlusconi, di cui parlava Luttwak, appare in tutta la sua drammaticità. Ci si augura solo che si astenga dall’organizzare un bunga-bunga parigino per distrarsi.

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