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Fondi per lo spettacolo. Tremonti dà i soldi spremendo di nuovo gli automobilisti

ROMA – Dopo scioperi, sollevazioni, perorazioni di direttori d’orchestra come Riccardo Muti, il Governo degli indecisi ha ripristinato il Fondo unico per lo spettacolo (Fus), riportandolo ai livelli antecedenti (oltre 400 milioni di euro, già comunque insufficienti). Ma lo ha fatto mettendo abbondantemente le mani nelle tasche degli italiani, cioè aumentando di 1 o 2 euro al litro le accise sui carburanti. Una decisione che ha dell’incredibile e che dimostra, se mai ce ne fosse ancora bisogno, come il caos più completo regni nella maggioranza di centro-destra. Infatti, a poche ore dalla decisione, in ambienti governativi si fa presente che forse l’aumento delle accise non ci sarà e che il solerte ministro Tremonti potrebbe reperire i soldi da qualche altra parte. Sarebbe stato sufficiente predisporre l’election day (accorpamento di elezioni amministrative e referendum) per trovare, come d’incanto, i soldi necessari senza spremere ancora una volta gli automobilisti.

Letta: “Piccolo sacrificio degli automobilisti”

«Abbiamo abolito l’aumento di un euro sui biglietti e finanziato stabilmente la tax credit, con risorse che derivano dalle accise sulla benzina: un piccolo sacrificio di uno o due centesimi, che tutti gli italiani saranno lieti di poter fare». Lo ha detto il sottosegretario alla Presidenza del Consiglio Gianni Letta, in conferenza stampa a Palazzo Chigi, confermando il reintegro del Fondo unico per lo spettacolo con 149 milioni e tax credit «stabile e permanente».

Bersani: “Raccontano favole”

“Lo dico io che ho fatto il benzinaio: le favole sulla benzina non possono proprio raccontarle”. Pier Luigi Bersani non risparmia critiche al governo per l’aumento della benzina legato al finanziamento del Fondo per lo spettacolo. “Nei primi tre mesi dell’anno, per l’Iva inaspettata, il governo ha incassato circa 400 milioni di euro. Non si metta a carico della cultura l’aumento della benzina, che è a carico di Tremonti. Che gli italiani non pensino che è aumentata la benzina per andare al cinema o all’Opera”.

Sarebbe sufficiente utilizzare ”accisa mobile” introdotta da Prodi

“Giudichiamo positivamente il reintegro del fondo Fus e l’abolizione dell’aumento del prezzo del biglietto del cinema. Riteniamo grave però che la contropartita sia l’aumento dell’accisa di due centesimi. Ancora una volta si va a speculare su un settore che ha subito considerevoli aumenti pesando nei bilanci delle famiglie e delle imprese”: è il giudizio di Laura Froner, componente Pd della Commissione Attività produttive della Camera. “Basterebbe la volontà del governo – ha spiegato in una nota – per adottare il meccanismo della cosiddetta ‘accisa mobile’ prevista dalla legge Finanziaria 2008 inserita dal governo Prodi proprio per far fronte alle emergenze legate al caro petrolio”.

Aumento che pesa sui trasporti

Un centesimo di euro di accise in più sul gasolio “pesa” su ogni singola motrice per 500 euro all’anno di spesa in più. È il calcolo che ha fatto la Confartigianato del Veneto alla luce delle nuove accise introdotte sui carburanti per finanziare il Fondo unico per lo spettacolo (Fus). “Un mezzo di 440 quintali di peso complessivo che percorra 150.000 km annui (percorrenza media minima perchè il mezzo si ripaghi) – rilevano gli artigiani – e abbia un consumo di tre km/litro, ‘beve’ 50.000 litri di gasolio di qui la spesa di 500 euro all’anno in più”. Danilo Vendrame Presidente di Confartigianato Trasporti del Veneto sottolinea come “a conti fatti l’autotrasporto diventa suo malgrado il principale sponsor degli eventi culturali di questo bizzarro Paese e se ciò non bastasse, a breve, potrebbe essere chiamato anche a finanziare le opere idrauliche del Veneto”. “Non si tratta quindi di un piccolo sacrificio come ha dichiarato il Sottosegretario Gianni Letta – aggiunge – ma di una salassata che potrebbe aggirarsi intorno ai 3.500/4.000 euro annui a camion. Cifra difficilissima se non impossibile da recuperare per le nostre imprese”.

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